ANNARITA COCUMAZZI

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Tienimi con te - Jessica Sorensen

Il personaggio maschile è psichiatrico (e anche gli altri troppo sani non sono); ciò che dice fa rabbrividire, il problema è che queste cose non vengono ritenute tossiche ma molto romantiche. NO

L'amore è sempre in ritardo - Anna Premoli

Molto poco scorrevole e lo stoicismo dei personaggi e davvero snervante. L'autrice ha scritto libri di gran lunga più divertenti.
Inoltre ho notato molti errori grammaticali ed ortografici, la Newton Compton con tutti i libri che pubblica all'anno, i soldi per un correttore di bozze non li ha?

Emma - Jane Austen

   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

Emma - Jane Austen

   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

Emma - Jane Austen

   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

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