ANNARITA COCUMAZZI

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L'inganno della morte - di Guglielmo Scilla

Mi dispiace dare un voto basso a questo libro. Ho conosciuto Guglielmo (come tutti, immagino) attraverso Youtube, è stato il primo che mi ha introdotto al mondo di Youtube Italia e che tutt'ora seguo. Pensavo che essendo capace di scrivere video accattivanti, fosse altrettanto capace di scrivere un romanzo che tenesse l'attenzione del lettore.

Purtroppo non è stato così. Sono andata alla presentazione di questo libro e ne sono uscita entusiasta, sono un'appassionata di urban-fantasy, molti aspetti di questa storia sono originali ed interessanti per cui ero convinta che letto in un attimo e mi sarebbe piaciuto molto.
Il problema è che è stata sorprendentemente una lettura lenta e difficile. C'è una scarsissima introspezione psicologica, sappiamo così poco delle emozioni dei personaggi e del loro vissuto che non riusciamo ad affezionarci per cui non siamo interessati a sapere che cosa ne sarà di loro, inoltre le scarse descrizioni non ci fanno immedesimare abbastanza nei luoghi presentati. Praticamente mi sono forzata ad andare avanti e terminarlo, mettendolo giù parecchie volte in questi mesi.

Quel che ho da dire è: gran bella idea Gu, mantieni questa fantasia ma al prossimo tentativo (perché spero comunque che ci riprovi), approfondisci di più, così la prossima volta vorrò davvero sapere come andrà a finire. Non spero però in un seguito di questo libro perché la storia mi ha davvero stancato

Tienimi con te - Jessica Sorensen

Il personaggio maschile è psichiatrico (e anche gli altri troppo sani non sono); ciò che dice fa rabbrividire, il problema è che queste cose non vengono ritenute tossiche ma molto romantiche. NO

L'amore è sempre in ritardo - Anna Premoli

Molto poco scorrevole e lo stoicismo dei personaggi e davvero snervante. L'autrice ha scritto libri di gran lunga più divertenti.
Inoltre ho notato molti errori grammaticali ed ortografici, la Newton Compton con tutti i libri che pubblica all'anno, i soldi per un correttore di bozze non li ha?

Emma - Jane Austen

   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

Emma - Jane Austen

   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

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