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Un romanzo intimo e raffinato, sul conflitto tra amore e libertà; un personaggio femminile sorprendente per modernità, che sceglie consapevolmente chi essere, accettando la solitudine pur di restare libera; un finale amaro: l’indipendenza a scapito dell’amore romantico. Ma la narrazione è troppo introspettiva e statica, spesso ripetitiva, da cui una lettura faticosa e poco coinvolgente.
Un romanzo-reportage intenso e cupo, nato da un fatto di cronaca nera e trasformato in un racconto inquietante e magnetico. La scrittura è essenziale ma efficace e lo stile sobrio e quasi distaccato. Non c’è giudizio morale ma osservazione lucida e desiderio dell’autore, presente all’interno del racconto, di comprendere l’ambiguità del male, il vuoto interiore del protagonista, il “bugiardo che c’è in lui e che lo inganna”. Peccato che nella parte centrale il ritmo rallenta e alcune riflessioni tendono a ripetersi. Nonostante questo, resta un libro difficile da dimenticare.
Un romanzo che cattura per l’atmosfera sospesa tra realtà e visione, per l’intensa introspezione della protagonista, per lo stile scorrevole e accessibile, per l’intreccio di personaggi realmente esistiti con figure di fantasia, a volte anche un po’ improbabili. La scrittura però è forse fin troppo semplice, la prosa eccessivamente lineare e a tratti didascalica, la narrazione un po’ ripetitiva nella prima parte ed il finale troppo prevedibile.
Una biografia romanzata della vita delle sorelle Bronte, estremamente accurata nella ricostruzione storica ma in equilibrio perfetto tra verità e creatività letteraria.
Un viaggio appassionante ed intenso, ma scorrevole, nella brughiera dello Yorkshire, con il suo vento, i temporali, tutti i suoi profumi. Ma anche nei sentimenti dei personaggi: la solitudine della canonica, il dolore delle perdite, l’inquietudine dell’anima, l’amore per la scrittura ed il bisogno viscerale di scrivere, il desiderio di libertà e autonomia.
Un romanzo che affascina e coinvolge, anche per la scrittura elegante ed evocativa.
Una lettura breve ma coinvolgente e disturbante. L’inquietudine non nasce da improvvisi colpi di scena, ma si costruisce attraverso il ritratto psicologico del protagonista, la sua progressiva discesa in una spirale oscura fatta di paranoia e claustrofobia. Più che gli eventi, concentrati nel primo capitolo, protagonisti del romanzo sono i pensieri, le riflessioni interiori, le ossessioni. La scrittura è essenziale ma magnifica. Solo alcuni passaggi risultano leggermente ripetitivi.
tra rimpianto e possibilità
Un'idea di base affascinante: "tra la vita e la morte c'è una biblioteca" in cui ogni libro è una possibile versione della propria vita. Un viaggio attraverso il rimpianto, le scelte compiute e le strade mai percorse, per riflettere su quanto sia facile idealizzare le vite che abbiamo scelto di non vivere. Ma, nonostante i passaggi toccanti, via via che si prosegue la narrazione perde d'impatto, diventanto piuttosto prevedibile e ripetitiva. Una lettura scorrevole con un messaggio positivo ma che, soprattutto nella parte centrale, rischia di scivolare in un manuale di crescita personale.
tre nomi, tre storie
Un'idea originale sulla quale è ben costruito un romanzo a tre piani narrativi, suggestivo, delicato e intimo, sull'identità e le relazioni familiari, la violenza e la responsabilità delle scelte. I personaggi principali si amano, quelli secondari rimangono un po' piatti e confusi. La scrittura è scorrevole e la lettura coinvolgente.
Una bella favola per bambini, con un messaggio positivo di crescita, ma nulla di più: le elogiate proprietà terapeutiche della brughiera prevalgono sulla trama, che risulta spesso prevedibile e a tratti stucchevole.
Una lettura difficilissima, talmente poetica e sperimentale da far perdere continuamente il filo del discorso, fino a risultarmi respingente.
I personaggi sono voci indistinte che si sovrappongono in un flusso continuo di pensieri e sensazioni, senza una vera trama, proprio come il movimento incessante delle onde del mare.
Un’opera dal sicuro valore letterario, ma che personalmente ho trovato pesante ed incomprensibile.
solitudini che si sfiorano
Un romanzo intenso, che affronta con sensibilità i temi complessi della solitudine, del dolore, il rapporto con il corpo. E sicuramente ben scritto: due punti di vista con stili linguistici diversi, uno maturo, preciso ed elegante, l’altro più semplice e immediato, in linea con i pensieri di un adolescente.
Tuttavia, la narrazione risulta a tratti lenta e ripetitiva, soprattutto nella seconda metà del libro, alcune dinamiche emotive poco approfondite, alcune situazioni prevedibili.
Nel complesso, una lettura apprezzabile ma non particolarmente memorabile.
Un romanzo psicologico breve ma intenso, una scrittura magnifica, uno stile asciutto, personaggi incisivi e complessi, un finale secco, coerente, senza appello, una storia di passione e ossessione che si dipana pagina dopo pagina e scivola in un incubo.
Un romanzo familiare radicato nella realtà storica e sociale americana, che sa suscitare riflessioni profonde su una famiglia in apparenza perfetta, ma che si sgretola e perde la funzione di spazio sicuro sotto il peso della violenza, della manipolazione, della vergogna. I personaggi sono complessi e ambigui, e rendono la lettura intensa e disturbante. Lo stile è scorrevole, ma a tratti il ritmo rallenta e la narrazione risulta eccessivamente prolissa.
Un breve romanzo emotivo su relazioni familiari fragili e dolorose, ricco di frasi a effetto capaci di offrire interessanti spunti di riflessione. I due personaggi si amano ma rimangono dimenticabili. Una lettura veloce e piacevole, ma non davvero originale o sorprendente, e a tratti ripetitiva.
Un breve romanzo psicologico, amaro e profondo, che rinuncia ad una trama tradizionale a favore di un’analisi lucida dei personaggi, realistici e scomodi, mai giudicati apertamente ma mostrati, con una scrittura elegante e semplice solo in apparenza. Ne viene un ritratto vivido della disgregazione morale e familiare, tra rancori, rivalità e ipocrisie.
un viaggio surreale
Un racconto lungo, surreale e coinvolgente, che intreccia la suggestione del mito greco con le complesse sfumature emotive dell’adolescenza: tra innocenza e paura, la narrazione evolve verso un finale originale e sorprendente.
Ultime recensioni inserite
La vagabonda - Colette
Un romanzo intimo e raffinato, sul conflitto tra amore e libertà; un personaggio femminile sorprendente per modernità, che sceglie consapevolmente chi essere, accettando la solitudine pur di restare libera; un finale amaro: l’indipendenza a scapito dell’amore romantico. Ma la narrazione è troppo introspettiva e statica, spesso ripetitiva, da cui una lettura faticosa e poco coinvolgente.
R: L'avversario - Emmanuel Carrère
Un romanzo-reportage intenso e cupo, nato da un fatto di cronaca nera e trasformato in un racconto inquietante e magnetico. La scrittura è essenziale ma efficace e lo stile sobrio e quasi distaccato. Non c’è giudizio morale ma osservazione lucida e desiderio dell’autore, presente all’interno del racconto, di comprendere l’ambiguità del male, il vuoto interiore del protagonista, il “bugiardo che c’è in lui e che lo inganna”. Peccato che nella parte centrale il ritmo rallenta e alcune riflessioni tendono a ripetersi. Nonostante questo, resta un libro difficile da dimenticare.
La sonnambula - Bianca Pitzorno
Un romanzo che cattura per l’atmosfera sospesa tra realtà e visione, per l’intensa introspezione della protagonista, per lo stile scorrevole e accessibile, per l’intreccio di personaggi realmente esistiti con figure di fantasia, a volte anche un po’ improbabili. La scrittura però è forse fin troppo semplice, la prosa eccessivamente lineare e a tratti didascalica, la narrazione un po’ ripetitiva nella prima parte ed il finale troppo prevedibile.
Per la brughiera - Martina Tozzi
Una biografia romanzata della vita delle sorelle Bronte, estremamente accurata nella ricostruzione storica ma in equilibrio perfetto tra verità e creatività letteraria.
Un viaggio appassionante ed intenso, ma scorrevole, nella brughiera dello Yorkshire, con il suo vento, i temporali, tutti i suoi profumi. Ma anche nei sentimenti dei personaggi: la solitudine della canonica, il dolore delle perdite, l’inquietudine dell’anima, l’amore per la scrittura ed il bisogno viscerale di scrivere, il desiderio di libertà e autonomia.
Un romanzo che affascina e coinvolge, anche per la scrittura elegante ed evocativa.
L'assassino - Georges Simenon
Una lettura breve ma coinvolgente e disturbante. L’inquietudine non nasce da improvvisi colpi di scena, ma si costruisce attraverso il ritratto psicologico del protagonista, la sua progressiva discesa in una spirale oscura fatta di paranoia e claustrofobia. Più che gli eventi, concentrati nel primo capitolo, protagonisti del romanzo sono i pensieri, le riflessioni interiori, le ossessioni. La scrittura è essenziale ma magnifica. Solo alcuni passaggi risultano leggermente ripetitivi.
La biblioteca di mezzanotte - Matt Haig
tra rimpianto e possibilità
Un'idea di base affascinante: "tra la vita e la morte c'è una biblioteca" in cui ogni libro è una possibile versione della propria vita. Un viaggio attraverso il rimpianto, le scelte compiute e le strade mai percorse, per riflettere su quanto sia facile idealizzare le vite che abbiamo scelto di non vivere. Ma, nonostante i passaggi toccanti, via via che si prosegue la narrazione perde d'impatto, diventanto piuttosto prevedibile e ripetitiva. Una lettura scorrevole con un messaggio positivo ma che, soprattutto nella parte centrale, rischia di scivolare in un manuale di crescita personale.
R: Tre nomi - Florence Knapp
tre nomi, tre storie
Un'idea originale sulla quale è ben costruito un romanzo a tre piani narrativi, suggestivo, delicato e intimo, sull'identità e le relazioni familiari, la violenza e la responsabilità delle scelte. I personaggi principali si amano, quelli secondari rimangono un po' piatti e confusi. La scrittura è scorrevole e la lettura coinvolgente.
Il giardino segreto - Frances Hodgson Burnett
Una bella favola per bambini, con un messaggio positivo di crescita, ma nulla di più: le elogiate proprietà terapeutiche della brughiera prevalgono sulla trama, che risulta spesso prevedibile e a tratti stucchevole.
Le onde - Virginia Woolf
Una lettura difficilissima, talmente poetica e sperimentale da far perdere continuamente il filo del discorso, fino a risultarmi respingente.
I personaggi sono voci indistinte che si sovrappongono in un flusso continuo di pensieri e sensazioni, senza una vera trama, proprio come il movimento incessante delle onde del mare.
Un’opera dal sicuro valore letterario, ma che personalmente ho trovato pesante ed incomprensibile.
Il peso - Liz Moore
solitudini che si sfiorano
Un romanzo intenso, che affronta con sensibilità i temi complessi della solitudine, del dolore, il rapporto con il corpo. E sicuramente ben scritto: due punti di vista con stili linguistici diversi, uno maturo, preciso ed elegante, l’altro più semplice e immediato, in linea con i pensieri di un adolescente.
Tuttavia, la narrazione risulta a tratti lenta e ripetitiva, soprattutto nella seconda metà del libro, alcune dinamiche emotive poco approfondite, alcune situazioni prevedibili.
Nel complesso, una lettura apprezzabile ma non particolarmente memorabile.
La camera azzurra - Georges Simenon
Un romanzo psicologico breve ma intenso, una scrittura magnifica, uno stile asciutto, personaggi incisivi e complessi, un finale secco, coerente, senza appello, una storia di passione e ossessione che si dipana pagina dopo pagina e scivola in un incubo.
Una famiglia americana - Joyce Carol Oates
Un romanzo familiare radicato nella realtà storica e sociale americana, che sa suscitare riflessioni profonde su una famiglia in apparenza perfetta, ma che si sgretola e perde la funzione di spazio sicuro sotto il peso della violenza, della manipolazione, della vergogna. I personaggi sono complessi e ambigui, e rendono la lettura intensa e disturbante. Lo stile è scorrevole, ma a tratti il ritmo rallenta e la narrazione risulta eccessivamente prolissa.
La luce degli incendi a dicembre - Matteo Bussola
Un breve romanzo emotivo su relazioni familiari fragili e dolorose, ricco di frasi a effetto capaci di offrire interessanti spunti di riflessione. I due personaggi si amano ma rimangono dimenticabili. Una lettura veloce e piacevole, ma non davvero originale o sorprendente, e a tratti ripetitiva.
La morte di Auguste - Georges Simenon
Un breve romanzo psicologico, amaro e profondo, che rinuncia ad una trama tradizionale a favore di un’analisi lucida dei personaggi, realistici e scomodi, mai giudicati apertamente ma mostrati, con una scrittura elegante e semplice solo in apparenza. Ne viene un ritratto vivido della disgregazione morale e familiare, tra rancori, rivalità e ipocrisie.
Il custode - Niccolò Ammaniti
un viaggio surreale
Un racconto lungo, surreale e coinvolgente, che intreccia la suggestione del mito greco con le complesse sfumature emotive dell’adolescenza: tra innocenza e paura, la narrazione evolve verso un finale originale e sorprendente.