MICHELE ZOPPETTI

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La vagabonda - Colette

Un romanzo intimo e raffinato, sul conflitto tra amore e libertà; un personaggio femminile sorprendente per modernità, che sceglie consapevolmente chi essere, accettando la solitudine pur di restare libera; un finale amaro: l’indipendenza a scapito dell’amore romantico. Ma la narrazione è troppo introspettiva e statica, spesso ripetitiva, da cui una lettura faticosa e poco coinvolgente.

R: L'avversario - Emmanuel Carrère

Un romanzo-reportage intenso e cupo, nato da un fatto di cronaca nera e trasformato in un racconto inquietante e magnetico. La scrittura è essenziale ma efficace e lo stile sobrio e quasi distaccato. Non c’è giudizio morale ma osservazione lucida e desiderio dell’autore, presente all’interno del racconto, di comprendere l’ambiguità del male, il vuoto interiore del protagonista, il “bugiardo che c’è in lui e che lo inganna”. Peccato che nella parte centrale il ritmo rallenta e alcune riflessioni tendono a ripetersi. Nonostante questo, resta un libro difficile da dimenticare.

La sonnambula - Bianca Pitzorno

Un romanzo che cattura per l’atmosfera sospesa tra realtà e visione, per l’intensa introspezione della protagonista, per lo stile scorrevole e accessibile, per l’intreccio di personaggi realmente esistiti con figure di fantasia, a volte anche un po’ improbabili. La scrittura però è forse fin troppo semplice, la prosa eccessivamente lineare e a tratti didascalica, la narrazione un po’ ripetitiva nella prima parte ed il finale troppo prevedibile.

Per la brughiera - Martina Tozzi

Una biografia romanzata della vita delle sorelle Bronte, estremamente accurata nella ricostruzione storica ma in equilibrio perfetto tra verità e creatività letteraria.
Un viaggio appassionante ed intenso, ma scorrevole, nella brughiera dello Yorkshire, con il suo vento, i temporali, tutti i suoi profumi. Ma anche nei sentimenti dei personaggi: la solitudine della canonica, il dolore delle perdite, l’inquietudine dell’anima, l’amore per la scrittura ed il bisogno viscerale di scrivere, il desiderio di libertà e autonomia.
Un romanzo che affascina e coinvolge, anche per la scrittura elegante ed evocativa.

L'assassino - Georges Simenon

Una lettura breve ma coinvolgente e disturbante. L’inquietudine non nasce da improvvisi colpi di scena, ma si costruisce attraverso il ritratto psicologico del protagonista, la sua progressiva discesa in una spirale oscura fatta di paranoia e claustrofobia. Più che gli eventi, concentrati nel primo capitolo, protagonisti del romanzo sono i pensieri, le riflessioni interiori, le ossessioni. La scrittura è essenziale ma magnifica. Solo alcuni passaggi risultano leggermente ripetitivi.

La biblioteca di mezzanotte - Matt Haig

tra rimpianto e possibilità
Un'idea di base affascinante: "tra la vita e la morte c'è una biblioteca" in cui ogni libro è una possibile versione della propria vita. Un viaggio attraverso il rimpianto, le scelte compiute e le strade mai percorse, per riflettere su quanto sia facile idealizzare le vite che abbiamo scelto di non vivere. Ma, nonostante i passaggi toccanti, via via che si prosegue la narrazione perde d'impatto, diventanto piuttosto prevedibile e ripetitiva. Una lettura scorrevole con un messaggio positivo ma che, soprattutto nella parte centrale, rischia di scivolare in un manuale di crescita personale.

R: Tre nomi - Florence Knapp

tre nomi, tre storie
Un'idea originale sulla quale è ben costruito un romanzo a tre piani narrativi, suggestivo, delicato e intimo, sull'identità e le relazioni familiari, la violenza e la responsabilità delle scelte. I personaggi principali si amano, quelli secondari rimangono un po' piatti e confusi. La scrittura è scorrevole e la lettura coinvolgente.

Il giardino segreto - Frances Hodgson Burnett

Una bella favola per bambini, con un messaggio positivo di crescita, ma nulla di più: le elogiate proprietà terapeutiche della brughiera prevalgono sulla trama, che risulta spesso prevedibile e a tratti stucchevole.

Le onde - Virginia Woolf

Una lettura difficilissima, talmente poetica e sperimentale da far perdere continuamente il filo del discorso, fino a risultarmi respingente.
I personaggi sono voci indistinte che si sovrappongono in un flusso continuo di pensieri e sensazioni, senza una vera trama, proprio come il movimento incessante delle onde del mare.
Un’opera dal sicuro valore letterario, ma che personalmente ho trovato pesante ed incomprensibile.

Il peso - Liz Moore

solitudini che si sfiorano
Un romanzo intenso, che affronta con sensibilità i temi complessi della solitudine, del dolore, il rapporto con il corpo. E sicuramente ben scritto: due punti di vista con stili linguistici diversi, uno maturo, preciso ed elegante, l’altro più semplice e immediato, in linea con i pensieri di un adolescente.
Tuttavia, la narrazione risulta a tratti lenta e ripetitiva, soprattutto nella seconda metà del libro, alcune dinamiche emotive poco approfondite, alcune situazioni prevedibili.
Nel complesso, una lettura apprezzabile ma non particolarmente memorabile.

La camera azzurra - Georges Simenon

Un romanzo psicologico breve ma intenso, una scrittura magnifica, uno stile asciutto, personaggi incisivi e complessi, un finale secco, coerente, senza appello, una storia di passione e ossessione che si dipana pagina dopo pagina e scivola in un incubo.

Una famiglia americana - Joyce Carol Oates

Un romanzo familiare radicato nella realtà storica e sociale americana, che sa suscitare riflessioni profonde su una famiglia in apparenza perfetta, ma che si sgretola e perde la funzione di spazio sicuro sotto il peso della violenza, della manipolazione, della vergogna. I personaggi sono complessi e ambigui, e rendono la lettura intensa e disturbante. Lo stile è scorrevole, ma a tratti il ritmo rallenta e la narrazione risulta eccessivamente prolissa.

La luce degli incendi a dicembre - Matteo Bussola

Un breve romanzo emotivo su relazioni familiari fragili e dolorose, ricco di frasi a effetto capaci di offrire interessanti spunti di riflessione. I due personaggi si amano ma rimangono dimenticabili. Una lettura veloce e piacevole, ma non davvero originale o sorprendente, e a tratti ripetitiva.

La morte di Auguste - Georges Simenon

Un breve romanzo psicologico, amaro e profondo, che rinuncia ad una trama tradizionale a favore di un’analisi lucida dei personaggi, realistici e scomodi, mai giudicati apertamente ma mostrati, con una scrittura elegante e semplice solo in apparenza. Ne viene un ritratto vivido della disgregazione morale e familiare, tra rancori, rivalità e ipocrisie.

Il custode - Niccolò Ammaniti

un viaggio surreale
Un racconto lungo, surreale e coinvolgente, che intreccia la suggestione del mito greco con le complesse sfumature emotive dell’adolescenza: tra innocenza e paura, la narrazione evolve verso un finale originale e sorprendente.

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