Atti umani
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Materiale linguistico moderno

Han, Kang

Atti umani

Abstract: Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l'aria di un «orribile tanfo putrido». Siamo a Gwangju, in Corea del Sud, nel maggio 1980: dopo il colpo di Stato di Chun Doo-hwan, in tutto il paese vige la legge marziale. Quando i militari hanno aperto il fuoco su un corteo di protesta è iniziata l'insurrezione, seguita da brutali rappresaglie; "Atti umani" è il coro polifonico dei vivi e dei morti di una carneficina mai veramente narrata in Occidente. Conosciamo il quindicenne Dong-ho, alla ricerca di un amico scomparso; Eun-sook, la redattrice che ha assaggiato il «rullo inchiostratore» della censura e i «sette schiaffi» di un interrogatorio; l'anonimo prigioniero che ha avuto la sfortuna di sopravvivere; la giovane operaia calpestata a sangue da un poliziotto in borghese. Dopo il massacro, ancora anni di carcere, sevizie, delazioni, dinieghi; al volgere del millennio stentate aperture, parziali ammissioni, tardive commemorazioni.


Titolo e contributi: Atti umani / Han Kang ; traduzione di Milena Zemira Ciccimarra

Pubblicazione: Milano : Adelphi, 2023

Descrizione fisica: 205 p. ; 20 cm

EAN: 9788845937873

Data:2023

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Gli Adelphi ; 666

Nomi: (Traduttore) (Autore)

Soggetti:

Classi: Politico sociale <genere fiction> (0) 895.735 LETTERATURA NARRATIVA COREANA. 2000- (14)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2023
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

Sono presenti 15 copie, di cui 3 in prestito.

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È un racconto corale, un romanzo inchiesta che affronta un tragico evento nella storia sudcoreana: l'insurrezione ed il massacro di Gwangju avvenuti il 18 maggio del 1980. A seguito di una rivolta popolare contro la dittatura di Chun Doo-Hwan, l'esercito sudcoreano rispose con il fuoco per reprimerla, mietendo un gran numero di vittime. Il libro è diviso in sette capitoli, con altrettanti punti di vista diretti o indiretti del massacro, a cui fa capo, tranne per quelli in prima persona, un'unica voce narrante che si rivolge ad un "tu" che si palesa progredendo nella lettura. La stessa voce narrante rimane una presenza misteriosa che viene svelata solo nell'epilogo, rendendo ancora più gradita la strutturazione del libro. Le immagini e le descrizioni di Han Kang sono molto forti, raccapriccianti, dirette e reali nella loro distruzione, nella morte, nel dolore, nella violenza. L'autrice non risparmia nessuno, ma investe il lettore con un macigno disumano. La sua maestria si mostra in tutta la sua potenza nella scrittura e nella grande capacità di rendere poetiche anche le situazioni più drammatiche e da stomaci forti, utilizzando significative simitudini. I protagonisti dei vari capitoli si susseguono secondo un ordine cronologico progressivo, pur prevedendo dei brevi salti temporali impregnati di ricordi. Interessante la scelta delle vittime, che spazia da chi viene ucciso, alla sua anima, alle conseguenze negative di chi rimane e combatte ogni giorno "con l'inferno a cui è sopravvissuto", per concludersi con il dolore straziante di una madre. Inconcepibili le torture e le atrocità che non potranno mai essere dimenticate e superate, generando incubi, terrore e dipendenze in chi le ha subite. E commovente come i morti rimangano sulla coscienza dei familiari, che si tormentano per non aver saputo proteggerli, e non sui soldati che sono i veri carnefici. Molto interessanti, oltre che provocatorie, le riflessioni generate dall'autrice su temi esistenziali delicati. Una lettura non semplice, ma superlativa nel trasmettere a parole tanto orrore. È un libro frutto di un'accurata documentazione, su un fatto non così popolare, che merita tutta l'attenzione possibile. Nonostante non sia riuscita ad apprezzare altri libri di questa scrittrice, unica nel suo stile, ma sempre enigmatica ed ostica per i miei gusti, stavolta ne sono rimasta davvero entusiasta.

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