Emma
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Materiale linguistico moderno

Austen, Jane

Emma

Abstract: Emma emana un carisma che trascina dentro la trama tutti gli altri personaggi. Ha, in altre parole, il potere dell'artista: ricrea la realtà secondo la sua visione, vi entra di continuo con un'ipotesi o un dubbio. A Emma, che non è poi così antipatica, vanno riconosciute l'onestà morale e la capacità di modificare il punto di vista sui fatti, ma solo dopo aver sperimentato la correttezza o la fallacia della propria interpretazione. O immaginazione... In Emma si anima l'inventiva della scrittrice, il diletto per l'arte del racconto, la piccola rivincita presa da chi scrive sul reale, ridipingendolo a modo suo


Titolo e contributi: Emma / Jane Austen ; introduzione di Francesca Matteoni ; traduzione di Alessandro Ceni

Pubblicazione: Firenze [etc.] : Demetra, 2017

Descrizione fisica: 473 p. ; 20 cm

EAN: 9788844047979

Data:2017

Lingua: Italiano (lingua del testo, colonna sonora, ecc.)

Paese: Italia

Serie: Passepartout ; 27

Nomi: (Autore) (Traduttore) (Autore dell'introduzione, ecc.)

Soggetti:

Classi: Storie di formazione <genere fiction> (0) Narrativa classica <genere fiction> (0) 823.7 NARRATIVA INGLESE, 1800-1837 (14) Classici moderni <genere fiction> (0)

Dati generali (100)
  • Tipo di data: monografia edita in un solo anno
  • Data di pubblicazione: 2017
  • Target: adulti, generale
Testi (105)
  • Genere: fiction

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CAVERNAGO 823.7 AUS CAV-30599 Su scaffale Prestabile
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   Jane Austen scriveva: "Sto per descrivere un'eroina che non potrà piacere a nessuno, fuorché a me stessa" ed aveva assolutamente ragione! Emma è impicciona, superba, classista, ipocrita, voltafaccia, immatura, provincialotta e un sacco di altre belle qualità.

Se ci ho messo 3 mesi per leggere questo libro, riuscendoci a leggere 9 libri di mezzo, un motivo c'è: questo libro è di una noia mortale!

E' troppo lungo per quel che vuole raccontare e lo è perché è carico di dialoghi e aneddoti inutili alla trama e ci sono troppi personaggi. In merito a quest'ultimo punto la Austen ha deciso di rendere la lettura più ardua decidendo di chiamare quasi tutti personaggi per cognome, considerando che ci sono casi di fratelli, coniugi (e in Regno Unito le mogli prendono il cognome dei mariti) e figli, potete immaginare quanto ragionamento si doveva fare per capire esattamente chi fosse il personaggio trattato.
Consapevole di star dicendo una cosa molto grave per alcune lettrici, dico che la scrittrice ha avuto la fortuna di vivere nel 19esimo secolo dove i libri stampati non erano molti; perché ritengo questo libro una diretta versione vittoriana e con personaggi e storie fittizie di un qualsiasi numero di Novella 2000, niente di più, niente di meno.

Il finale è pure prevedibile, fate voi.

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