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Le stanze dei fantasmi
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Le stanze dei fantasmi

[Roma] : Del Vecchio, 2014

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Utente 10129
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È un libro sicuramente particolare, dal momento che è scritto a ben 6 mani. Si tratta di un esperimento di scrittura collettiva ideato e diretto da Charles Dickens e fu pubblicato a puntate sulla sua rivista vittoriana nel 1859. Dickens coinvolge autori di spicco come Collins, Gaskell, Procter, Sala e Stretton, dando vita ad una raccolta di storie spettrali autoconclusive, ma legate tra loro dalla medesima ambientazione in una casa infestata. Ogni autore mantiene e sfoggia i propri tratti peculiari, soprattutto la poetessa Adelaide Anne Procter che scrive la sua storia in rima baciata. Dickens fa da collante creando la cornice e curando l'epilogo. Il libro è in prima persona, anche nel momento in cui prendono parola i vari inquilini, o per raccontare una vicenda personale o un qualcosa che li tormenta. Ed infatti il vero scopo del libro è quello di mostrare che i fantasmi che infestano le varie stanze della casa, sono in realtà le paure, le ansie, le fobie ed i traumi personali di cui i narratori stessi non riescono a liberarsi. Si delinea così una velata critica alla rigida società vittoriana, rivelando ipocrisie, desideri repressi e le ingiustizie di una società improntata all'apparenza e ad una dubbia moralità, a discapito della felicità del singolo. Si creano tra l'altro delle storie nella storia, a cui le varie mani di scrittura aggiungono coralità. Gli autori amano giocare anche con il confine tra sogno e realtà, avvalendosi spesso di una dimensione onirica che rimette in discussione il tutto. Personalmente ho faticato nella contestualizzazione della storia scritta da Dickens per la sua stanza, ma in generale è stata una lettura piacevole.

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