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Il libro bianco
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Han, Kang

Il libro bianco

Milano : Adelphi, 2025

Abstract: È in una tiepida primavera di Seoul, quando le magnolie in fiore parlano di rinnovamento e rinascita, che Han Kang matura l’idea di scrivere un libro sul bianco. Ma solo nel corso di un lungo soggiorno all’estero, mentre vaga per le strade di una città sepolta sotto la neve, il suo progetto comincia a prendere corpo intorno al ricordo della sorella maggiore, morta poche ore dopo la nascita. Narrare la sua storia è un modo di restituirle la vita che non ha avuto, facendole dono di tutte quelle cose bianche, in cui si rivela la «parte di noi che rimane intatta, pulita, indistruttibile a dispetto di tutto». Le prime che Han Kang ci pone sotto gli occhi sono proprio le fasce cucite per la neonata, il camicino che la madre prepara per lei e la bimba stessa, simile a un dolcetto di riso. E bianco sarà tutto ciò che alla sorella la scrittrice offrirà: una zolletta di zucchero, un pugno di sale grosso, il volto della luna, la schiuma delle onde, il respiro che il gelo condensa e rende visibile, la neve – materia «fragile, effimera eppure di una bellezza impetuosa» – e le stelle limpide e fredde della Via Lattea, capaci di «lavare lo sguardo all’istante». Perché la purezza del bianco e il potere curativo delle parole possano lenire il dolore e alleviare la perdita.

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Utente 10129
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È un omaggio della scrittrice Han Kang alla sorella maggiore morta solo dopo due ore dalla nascita. La scrittrice si serve del colore bianco, inteso sia nel suo significato più profondo di purezza sia in quello duplice di vita e morte, di dolore. Inizia così un'analisi accurata di oggetti o creature semplici, naturali che si infrangono in tutta la loro precarietà, dal momento che nulla è eterno. Attraverso la scrittura l'autrice rielabora il proprio lutto e riporta in vita la sorella attraverso il ricordo, che nulla potrà distruggere; una rinascita che si avvicina a quella di Varsavia, una città distrutta ma risorta dalle proprie macerie. Ed è proprio in questa città che prende vita la maggior parte del libro. La scrittura è frammentaria, intima, asciutta ed evocativa, attraverso delle immagini che diventano metafore della vita e della perdita. L'atmosfera è ovattata, al di fuori di un tempo imprevedibile e pericoloso, che ci costringe a muovere passi nel buio. Uno stile lirico, poetico. Un libro delicato che bene esprime la fragilità della vita, ma anche la sua potenza inarrestabile, che esplode nei ricordi di chi non ci abbandonerà mai. Ed in tutto il libro riecheggiano le parole "non morire, ti prego, non morire", che esprimono il sentito desiderio di trattenere la sorella e darle voce, trasformando il lutto in una celebrazione della vita.

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