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Milano : Longanesi, 2025
Abstract: Immagina un'alba d'estate. Immagina l'aria immobile della campagna, l'odore dei campi, il frinire dei grilli. Immagina il buio che arretra all'invasione del giorno. Immagina ora un casale rosso, solitario in mezzo al nulla. Immagina di scorgere biciclette da bambini e giocattoli sulla ghiaia, panni stesi ad asciugare, galline e conigli, un moscone sopra un secchio. Immagina il silenzio. Un silenzio che non sembra appartenere a questo mondo. Un silenzio interrotto all'improvviso da un urlo disperato. C'era una volta la famiglia C., tre figli piccoli e due genitori amorevoli. C'era una volta la famiglia perfetta, e ora non c'è più. Cos'è accaduto dentro il casale rosso in quella calda notte d'agosto? Immagina qualcosa di terribile e crudele. Immagina che esista solo un possibile responsabile. L'unico sopravvissuto. Immagina di avere la verità proprio davanti agli occhi. Ogni dettaglio combacia, ogni indizio è allineato e c'è una sola spiegazione. Non puoi sbagliare. Hai tutte le risposte. Ma ciò che proprio non puoi immaginare è che questa non è la fine della storia. È l'inizio.
17 dicembre 2025 alle 16:49
Un romanzo al limite tra verità e bugia, coinvolgente, ricco di colpi di scena, capace di mettere in discussione ciò che hai appena creduto di capire, e di destabilizzarti sul finale.
Un romanzo da leggere togliendo la sovraccoperta e fino all’ultima pagina, comprese le note dell’editore…
24 dicembre 2025 alle 21:50
È un thriller che cattura fin dalle prime pagine, molto scorrevole ed intrigante, che non si risparmia sui colpi di scena e sullo stravolgimento di ciò che fa credere e poi ritratta. La scrittura dell'autore Donato Carrisi è decisamente magnetica, travolge il lettore nell'intreccio della trama e lo trascina dove vuole. Però, nonostante tutti questi aspetti positivi, ce ne sono anche di negativi, riguardanti difetti che rendono la storia poco credibile, a volte troppo intuibile ed un epilogo aperto che rimette tutto in discussione lasciando al lettore il dubbio e la possibilità di una personale interpretazione. Quest'ultimo, ahimè, non mi è piaciuto e mi ha portata ad abbassare il voto complessivo di gradimento. Il libro è in prima persona ed abbraccia l'unico punto di vista della voce narrante che snoda il racconto tra la vita personale ed il massacro familiare su cui indaga. L'autore è bravissimo a creare suspense utilizzando al meglio lo stile descrittivo per le ambientazioni, dando vita ad atmosfere cupe, tenebrose, inquietanti, in cui si insinuano elementi apparentemente sovrannaturali che qualche brivido riescono a trasmetterlo. Il libro è attraversato da una nota di mistero dall'inizio alla fine, accresciuto anche da analogie e richiami. La trama è ben articolata ed ampliata anche da una digressione sulla protagonista che va a creare una storia nella storia. Il titolo viene spiegato al termine del libro e si ricollega all'orchidea dalle labbra setose o Labia sericea, il fiore più raro al mondo, che nessun botanico è mai riuscito ad immortalare, tanto da insinuare il dubbio che questo fiore esista davvero. Tale caratteristica viene più volte richiamata nel libro, continuando ad insinuare e smentire presenze oscure o meno. Carrisi, come sempre e con maestria, finisce per far evaporare l'elemento sovrannaturale a favore di spiegazioni logiche. Una lettura che non mi sento assolutamente di bocciare: le pagine scorrono veloci, complici anche i capitoli brevi, in modo coinvolgente e con tante sensazioni... peccato per l'epilogo ed alcuni elementi non così riusciti.
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