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La radice del male
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Rapp, Adam

La radice del male

Milano : NN, 2025

Abstract: Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. "La radice del male" racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo. Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.

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Utente 10129
199 posts

È un lungo viaggio che si snoda tra una saga familiare, un romanzo di formazione ed un libro crime. La storia abbraccia un arco di tempo molto ampio di circa sessant'anni, attraverso salti temporali di più anni che si aprono con novità e cambiamenti significativi, oltre a un ulteriore livello che dal presente della narrazione catapulta in eventi o ricordi passati. Anche la storia familiare è abbastanza estesa, abbracciando ben 4 generazioni. Ogni capitolo è incentrato su un particolare punto di vista e le vicende narrate ruotano intorno ad esso. Questo permette all'autore Adam Rapp di delineare in modo completo e dettagliato i propri personaggi, sia dal punto di vista fisico che caratteriale e comportamentale. L'inizio del libro potrebbe trarre in inganno, visto che presenta un omicidio, che inaspettatamente non verrà indagato ma che, effettivamente, serve a richiamare il tema della violenza che ci circonda. Apparentemente può sembrare un libro senza una trama precisa, un po' frammentario ed episodico, ma più ci si addentra nella lettura più si scopre come l'autore abbia voluto scandagliare e addentrarsi nei meandri familiari e personali dei vari personaggi, creando fantastiche analogie con fatti a prima vista completamente disgiunti se non addirittura estranei. Ma nulla è lasciato al caso! Il contenuto è molto corposo, un po' prolisso se vogliamo, con descrizioni ed ampliamenti dettagliati, che se da una parte appesantiscono un po' la lettura, dall'altra la arricchiscono. Non mancano i colpi di scena ed i misteri che, man mano che si rivelano, lasciano di stucco. Diversi i temi affrontati: la violenza, l'abuso, la depravazione della chiesa, la malattia, la morte, la schizofrenia, la dissolutezza, l'abbandono, il tradimento, ma anche l'amore, i sogni, le speranze. Interessante poi scoprire come l'autore abbia preso spunto da vicende personali: in una scatola contenente dei cimeli appartenuti alla madre, ha infatti ritrovato un tesserino da infermiera rilasciato da un carcere di massima sicurezza. Attraverso delle ricerche, Rapp ha poi scoperto che la madre potrebbe essere proprio l’infermiera che ha fatto l’ultima visita, prima dell’iniezione letale, al serial killer John Wayne Gacy, giustiziato nel 1994 per trentatré omicidi. Una lettura potente, che lascia il segno e che mostra chiaramente come la violenza, che spesso si immagina lontana dal nostro vissuto, si insinui invece anche in una famiglia all'apparenza normale, oltre a palesare quanto traumi infantili, ambiente, ereditarietà ed assenze possano condizionare la vita ed il temperamento di ognuno. Se devo fare una critica: lo spoiler esagerato a "Lo straniero" di Camus.

Utente 44234
44 posts

La storia di una famiglia americana disfunzionale, che si sviluppa attraverso una narrazione cronologica dal 19 agosto 1951 all’8 maggio 2010. Originale la struttura narrativa: ogni capitolo si concentra su un momento preciso, con salti temporali anche ampi tra uno e l’altro, ma la struttura resta lineare e fluida.
Il romanzo affronta temi duri e profondi, tra traumi e abusi, delitti, silenzi e tensioni familiari, ma lo fa con grande misura, affidandosi più all’intuizione del lettore che a descrizioni esplicite. Racconta il male come qualcosa di profondo e viscerale, quotidiano, che si annida silenzioso nei legami più intimi e cresce dall'interno delle famiglie e le distrugge da dentro. Perfetto è il titolo originale: Wolf at the table.
Il risultato è una storia avvincente e intensa, che colpisce senza mai essere eccessiva.

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