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M. [2]: L'uomo della provvidenza
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Scurati, Antonio

M. [2]: L'uomo della provvidenza

Firenze ; Milano : Bompiani, 2020

Abstract: All'alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d'Italia e del mondo, l'uomo che si è addossato la colpa dell'omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il "figlio del secolo" che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell'ufficio del Popolo d'Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un'ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un'entità distante, "una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta". Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l'impresa africana, celebrata dalla retorica dell'immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all'orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo - caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell'autocoscienza nazionale - prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell'oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell'epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l'impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.

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Il romanzo prende in esame gli anni del consolidamento del potere fascista, dal 1925 al 1932 (gli anni '20 e i '30 sono separati da una "dissolvenza in nero", come se fosse la dicitura "fine primo tempo" e al contempo "inizio secondo tempo"). Come nel romanzo precedente, anche qui Scurati punta su una narrazione corale, accompagnando il tutto con documenti storici. Anche stavolta, il ritratto di benito mussolini, il padre fondatore delle destre estreme attualmente al governo in italia, usa, ungheria, israele, russia e via discorrendo, viene umanizzato non per renderlo più empatico ma per smantellarne l'aurea mitica (sia divinizzata sia demonizzata) che lo avvolgeva in vita e che, purtroppo, ha continuato ad avvolgerlo anche dopo la disfatta. Qui assistiamo a una profonda divisione interna tra il mussolini pubblico, sempre più vittorioso e sempre più popolare, e il mussolini privato, un uomo che sta perdendo sempre di più la propria dimensione umana e, con essa, sta perdendo le persone umanamente a lui più vicine e realmente fedeli, in nome di un simbolo astratto che trionfa nell'inquietante finale.
Un altro ottimo romanzo, utile per capire meglio (senza però sostituire lo studio effettivo della Storia) il fenomeno del fascismo e vedere le analogie tra passato e presente, possibilmente per combattere al meglio il nuovo volto della destra totalitaria.

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