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Il morso del basilisco
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Barnaba Frigoli, Luigi <1978->

Il morso del basilisco

[S.l.] : Meravigli, 2019

Abstract: Milano, settembre 1402. Il vessillo della Biscia sventola su quasi tutte le città dell'Italia centro-settentrionale. Manca solo la ricca e potente Firenze, ma l'attacco decisivo è imminente e Gian Galeazzo Visconti, primo duca di Milano, pregusta già la vittoria che gli darebbe il potere di un re. Alla vigilia dell'offensiva, però, il dominus cade malato. Una brutta febbre, o forse la peste, che lo spedisce a miglior vita, infrangendo i suoi sogni di gloria. Una morte improvvisa. Una morte fatale, causata - così si dice tra il popolo - dal passaggio di una cometa nefasta, apparsa nei cieli durante la Quaresima. Ma per Caterina, vedova del duca, la verità è un'altra. Gian Galeazzo è stato ucciso. Avvelenato...

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Utente 10129
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È un interessante romanzo che combina fantasia e verità storica. Siamo agli inizi del 1400, nell'immediato periodo che segue la morte di Gian Galeazzo Visconti. L'autore Luigi Barnaba Frigoli decide di dar voce ad alcune fonti che ipotizzano l'assassinio del duca, costruendo alla perfezione una trama che si tinge di giallo. Fin dall'inizio vi è un esteso alone di mistero che avvolge un personaggio femminile in fuga, e lo stesso enigma accompagna l'antagonista principale, descritto in tutta la sua spietatezza ed insensibilità, che solo alla fine si rivelerà. La scrittura è molto scorrevole ed alterna periodi più descrittivi a frasi corte e lapidarie, capaci di trasmettere forti sensazioni e tensione. A volte vengono riportati i pensieri stessi dei personaggi, attraverso un font diverso che li rende riconoscibili anche visivamente. I personaggi non sono pochi e vengono introdotti in massa per poi essere ripresi uno ad uno ed esplicitati. A parte il racconto di fatti antecedenti da parte di alcuni personaggi, vi è un unico salto temporale nel passato per far luce sulla morte della moglie e della figlia di Ottone. La narrazione abbraccia diversi punti di vista, dato anche il cambio repentino di scenari. Frigoli rimarca che quasi tutti i personaggi siano realmente esistiti. Altro aspetto su cui fa leva è la provata scarsa fiducia che Gian Galeazzo riponeva nel primogenito, descrivendone la morte così come appare nel quadro di Pogliaghi. Altri fatti certi sono la comparsa della cometa nella quaresima del 1402 ed il terremoto che il 26 dicembre del 1397 interessò Lombardia e Piemonte. Vero anche il dissidio tra Gian Galeazzo e la Veneranda fabbrica del duomo, che si oppose al suo desiderio di farne un mausoleo dinastico. Di finzione, contrariamente all'ordine del Cigno Nero, è quello del Basilisco, scelto comunque con criterio, in quanto ricorda il Biscione e costituito per metà da un gallo, altra figura legata al male nel Medioevo. Una lettura mai noiosa, intrigante, che ha un suo crescendo ed un epilogo meritevole.

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