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Milano : A. Mondadori, 1998
23 maggio 2025 alle 22:32
In questo libro, scritto nel 1964 e rivisto più volte nelle edizioni successive, l'autore si propone di raccontare "in chiave anti-eroica ed anti-retorica" l'esperienza sua e di un gruppo di partigiani vicentini negli anni 1944 e 1945.
Attraverso tale scelta stilistica Meneghello spoglia dall'enfasi e dalla celebrazione i fatti e ci consegna il ritratto di un movimento, quello partigiano, estremamente variegato, costituito sia da gruppi politicizzati, organizzati e di grande esperienza tattica sia da gruppi improvvisati ma spinti dal desiderio di bloccare l'imperversare dei fascisti e dell'esercito tedesco nella loro terra.
La libertà, assaporata nella lotta e nella clandestinità della vita in montagna, conta di più della sopravvivenza, la morte non spaventa, è una presenza costante.
Nella solitudine e in mancanza di legami sociali emergono riflessioni e sensazioni di grande poesia, generate anche dal legame simbiotico con la natura e dall'enorme affetto e sostegno ricevuti dalla popolazione civile locale.
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