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Roma : Fazi, 2025
Abstract: Un mattino Vedina Maria dos Santos si sveglia e accanto a sé trova solo uno spazio vuoto e freddo: per l'ennesima volta suo marito ha preferito dormire altrove. È l'inizio di una giornata difficile, come molte del resto, ma oggi è diverso. Oggi Vedina compirà un gesto sconsiderato, un gesto indicibile. Come può la vita averla portata a tanto? Qualche decennio prima, Tonico Antunes, bevitore appassionato e titolare di una piccola ferramenta, è appena diventato padre di due gemelli e decide di registrarli all'anagrafe come Caim e Abel per far dispetto a sua moglie Custódia, donna bigotta che non lo ama e non lo stima. Lei, d'altro canto, lo ha sposato solo per scappare da una provincia asfissiante e lo ha bandito dal talamo coniugale non appena è rimasta incinta. I due gemelli trascorrono l'infanzia in perfetta simbiosi ma, a partire dal primo giorno di scuola, prendono due strade diverse: mentre Caim riesce bene negli studi e nello sport, è amico di tutti e apprezzato dalle ragazze, Abel diventa invece sempre più timido e introverso, lascia la scuola e perde la testa per la donna sbagliata... Carla Madeira conferma il suo talento raccontandoci la storia di una famiglia perduta e dei suoi tentativi di ricomporre le piccole e grandi fratture che l'affliggono. Preludio, un labirinto di emozioni disseminato di momenti memorabili, ci svela come i rapporti familiari siano luogo di silenzi e orrori ma anche unico rifugio sicuro, come l'amore sia dono ma anche condanna.
1 maggio 2025 alle 00:01
È il secondo romanzo della scrittrice brasiliana Carla Madeira. Anche in questo libro lampante è la potenza del contenuto, oltre alla meravigliosa scrittura dell'autrice, che riesce a scandagliare perfettamente l'animo umano e a mettere nero su bianco sentimenti, emozioni e situazioni tutt'altro che semplici da descrivere. L'inizio disorienta brevemente in quanto da subito si mostrano i due piani temporali che si alterneranno fino alla fine, tra l'altro fortemente connessi gli uni con gli altri e diversificati anche nel font utilizzato per la scrittura. Dapprima il tempo presente e la scomparsa di un figlio, a seguire il passato che presenta tutti i personaggi e la loro storia, per condurli fino al raccordo col tempo corrente. I personaggi sono molto ben caratterizzati ed i protagonisti sono due fratelli gemelli il cui nome sembra già segnare il loro destino. Il fulcro della trama è sicuramente la dimensione familiare, con tutte le difficili e non sempre positive relazioni tra moglie e marito, tra madre/padre e figli, tra fratelli, in un turbinio di dinamiche dai risvolti anche drammatici. I temi toccati hanno così un comun denominatore: l'amore, non sempre corrisposto, non sempre presente e non sempre fonte di felicità. E spesso è proprio l'assenza di confronto e di comunicazione ad allontanare sempre più le persone. Ma anche la situazione opposta: un eccesso di amore, può risultare soffocante. È il caso di una madre troppo apprensiva, che fatica ad accettare che i propri figli possano essere diversi, adoperandosi in modo estenuante ad omologarli, senza rendersi conto di nuocere soltanto al loro rapporto, creando un abisso sempre più profondo. Ho particolarmente apprezzato tutte le considerazioni a riguardo del rapporto tra insegnanti e alunni, un rapporto che deve essere di rispetto reciproco e con cui, lavorando nel settore, mi confronto ogni giorno. Altro tema centrale riguarda il desiderio sessuale, che sfocia in una necessità fisica incontrollabile, quasi morbosa: a riguardo vi sono descrizioni esplicite, che però non disturbano, ma rendono ancora più forte l'impatto del contesto in cui si ritrovano. I protagonisti, che richiamano continuamente le figure di Caino ed Abele, non possono che anticipare una figura più "maligna" rispetto all'altra, che appare in tutta la sua fragilità ma che si esterna in tutto il suo sadismo. Anche l'amore malato ha il suo spazio, in tutta la sua ossessione ed anche nel desiderio di ricevere quella tenerezza che si è sempre agognata, in un'eterna attesa che finisce per distruggere la vita. Carla Madeira ha una penna meravigliosa, fatta di immagini forti e sconcertanti e carica di pathos e poesia, capace di mettere in discussione situazioni legate al vissuto quotidiano. La scrittura è potente e scorrevole, ridondante in alcune sensazioni, rendendole ancora più intense e cariche di sentimenti e desideri. È capace anche di portare alla luce evidenze che potrebbero rendere il tutto completamente diverso. L'epilogo è da brividi, ma porta anche ad interrogarsi sul perché mettere al mondo un figlio se non si ha intenzione di amarlo... Ancora una volta un libro che non può passare indifferente, una lettura pazzesca. Semplicemente grazie!!!
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