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Roma : D. Audino, 2007
Abstract: Nelle grandi narrazioni i protagonisti si dividono al fondo in due grandi categorie. Da una parte gli eroi che non cambiano, qualcuno che entra nella storia già come eroe e per questo, dopo mille avventure, risolve il problema e ristabilisce l'equilibrio e l'ordine senza cambiare di una virgola. Dall'altra, ed è quella che produce i film migliori, il protagonista durante i conflitti che deve affrontare per arrivare alla risoluzione finale si modifica, acquista consapevolezza e supera un problema interiore che spesso non sapeva di avere. Il libro spiega come gestire l'arco di trasformazione del personaggio. Il nucleo del modello teorico e narrativo di Dara Marks fonde gli studi di Chris Vogler con quelli di Linda Seger e di Robert MaKee, per arrivare all'individuazione di un motore immobile che sottende la scrittura di ogni grande storia. La scoperta cioè che a dare spessore umano al film è una profonda relazione tra il movimento del plot e lo sviluppo interiore del personaggio, a partire da una ferita inconscia che affligge il protagonista all'inizio del suo percorso. L'arco di trasformazione dunque è insieme il cammino necessario a risolvere la maggior parte dei problemi di base di una sceneggiatura, ma anche il racconto delle tappe di un processo di crescita verso una consapevolezza che riguarda tutti noi.
5 febbraio 2025 alle 16:22
In questa edizione ci sono numerosi refusi non corretti (virgole random, parole che spariscono, alcuni errori di battitura...), ma il punto a mio avviso più critico è interno al libro ed è la sua schematicità. Questo però è un "difetto" tipico di ogni manuale di sceneggiatura e va dato atto, a Marks come ad altre persone che si sono cimentate in questo tipo di lavoro, di negare una promessa dogmatica nel proprio metodo.
Di veramente positivo ho trovato, invece, la valorizzazione dell'aspetto tematico come punto di forza delle storie (aspetto oggi denigrato da certe tendenze volte a valorizzare il disimpegno puramente escapistico*) unita all'invito (più che) implicito di interiorizzare la storia che si racconta e, di conseguenza, associare l'arco di trasformazione del personaggio all'arco di trasformazione/consapevolezza di chi scrive.
Una lettura molto interessante, quindi.
*questa tendenza a volte è portata avanti da persone/gruppi più o meno ingenui, ma altre volte (se non spesso) c'è secondo me anche un disegno reazionario per cui si va ad attaccare la scelta di portare avanti certi contenuti, bollandola magari come "propaganda", perché contrari al mondo più o meno fascistoide desiderato da certi personaggi
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