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27 luglio 2024 alle 00:20
È un romanzo molto potente e sconvolgente: ci sono scene davvero raccapriccianti, da stomaci forti, che risultano alquanto inaspettate e disturbanti. Il libro si apre presentando il Fondo, un quartiere posto un tempo sulle colline di Medallion, abitato esclusivamente da persone di colore. Un luogo in cui non è semplice vivere, dove seminare spacca la schiena, in cui il suolo frana e tira sempre il vento. Unica consolazione per i neri è poter guardare i bianchi dall'alto. Ed ecco che già si fa strada la tematica delicata che fa da cornice al libro: il razzismo, la segregazione dei neri da parte dei bianchi, la difficile condizione di vita delle donne di colore. A sottolineare le diversità razziali, viene utilizzato il termine dispregiativo "negri". Tuttavia, nonostante le immagini crude a testimonianza del tema, personalmente ritengo che sia stato sovrastato da una trama che spicca e "ruba la scena", presentando una visione familiare negativa. Credo che Sula sia uno dei personaggi più crudeli, freddi e ripugnanti incontrati nei libri: non sono riuscita a provare pietà per lei. Tra la prima e la seconda parte c'è un salto temporale di dieci anni che segna il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, una crescita che porta cambiamenti anche nelle protagoniste. Altro tema è l'amicizia che, per quanto potesse sembrare vera, viene rovinata da eventi giudicati imperdonabili. La scrittura mi ha creato un po' di problemi ed è capitato che dovessi rileggere alcune parti per afferrare il concetto. Non è immediata ed è ricchissima di metafore: ahimè, non posso dire di averle comprese pienamente tutte. Questo è il mio primo approccio con Toni Morrison, ma non è scattata la scintilla.
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