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Il falco e la colomba
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Tezuka, Osamu

Il falco e la colomba

Torino : Hikari, 2021

Abstract: Nel Giappone feudale - popolato di spettri, samurai e divinità litigiose - i piccoli Hato "la colomba" e Taka "il falco" vengono allevati dallo spirito protettore di una cascata. Cresciuti con una forza e un'agilità quasi sovrumane, Hato e Taka affrontano mostri, combattono ingiustizie e cercheranno il loro posto in un mondo tormentato da divinità litigiose e dall'avidità degli uomini. Ispirata alle leggende del folklore nipponico, questa saga fiabesca rappresenta un esperimento unico nella sterminata bibliografia di Tezuka, ed è una delle storie a cui l'autore affermava di essere più affezionato

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Utente 86269
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Miniserie di Osamu Tezuka. L’opera è abbastanza atipica infatti unisce pagine di puro fumetto a pagine in cui è più simile a un libro illustrato. Questo esperimento non lo trovo particolarmente riuscito: per me c’è un grosso problema di ridondanza con pezzi di testo che ripetono concetti che vengono mostrati chiaramente nel fumetto (ci sono proprio dialoghi che vengono ripetuti) chiaramente questo rende superflua una delle due fonti di informazioni. Ovviamente questa è una “regola” che normalmente si applica al fumetto, essendo questo un “esperimento” può anche permettersi di violarla ma sinceramente non trovo alcun vantaggio in una scelta del genere. ANCHE a causa di questo la narrazione risulta abbastanza lenta e pesante, c’è da dire però che nel secondo volume c’è un netto cambio e il tutto scorre molto più fluido. L’altro problema riguarda la storia in sé, per me Tezuka unisce due cose che non vanno tanto d’accordo: abbiamo tanti aspetti, soprattutto all’inizio, da storia per bambini associati poi a riferimenti estemporanei a elementi di attualità con battute su economia e politica. Mi sembrerebbe un’opera che potrebbe essere bello leggere INSIEME a un bambino. Se fosse solo questo non sarebbe neanche troppo grave ma il problema è che, sempre come storia, è pieno di illogicità proprio a livello di reazioni e pensieri dei personaggi. Sembra quasi sia un’opera scritta di prima intenzione, senza che avesse una chiara idea di dove volesse andare a parare. Questo si collega a quello che PER ME è il più grande difetto di Tezuka: l’aver fatto troppo. Ne ho parlato meglio nella recensione su Fusuke. Ripeto però che nel secondo volume c’è un netto miglioramento generale seppur questo si vada a perdere nuovamente con un epilogo completamente illogico. Non voglio fare spoiler quindi mi limiterò a dire che ritengo che l’idea alla base del finale potesse anche essere valida (soprattutto come netto contrasto in una storia in cui gli yokai e il sovrannaturale sono elemento portante) ma per me è stata inserita malissimo risultando completamente buttata a caso, con anche incoerenze tra quello che determinati personaggi sostengono e quello che hanno fatto. Sinceramente non me la sento di consigliarla a nessuno che non voglia studiare Tezuka nella sua interezza e quindi approcciarsi a tutte le sue opere.

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