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L'identità di un luogo
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Materiale linguistico moderno

L'identità di un luogo / a cura di Andrea Crupi

Bergamo : Lubrina, 2019

Abstract: Testi di Roberto Bruni Sabino Gervasio Giancarlo Borra Laura di Bella Marco Ravasio Raffaella Ferrari. "Ciò che fu l'Ospedale Maggiore di Bergamo è raccontato nei quadri fotografici di Andrea Crupi, immersosi nella realtà rimasta vuota e dismessa per trarne la vitalità che vi si è generata per decenni, a cavallo di due secoli. Scorrendo le istantanee, è facile immaginare il viavai di camici bianchi, gli sguardi speranzosi dei degenti che incrociano quelli di assistenti e operatori, le persone in attesa di un esame o di un esito per sé o per una persona cara. Un luogo non viene lasciato completamente vuoto, anche quando è destinato a scomparire, se ha concentrato stati d'animo tanto diversi eppure così comuni. Conservarne l'identità è non solo meritevole ma permette di abbracciarne l'importanza e il lustro maturati con i meriti di chi vi ha profuso professionalità nel rispetto di una vocazione all'aiuto e nell'interesse a fare bene". (Dalla prefazione di R. Bruni)

+ corpi riuniti
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Materiale linguistico moderno

Fidanza, Virgilio

+ corpi riuniti / [fotografie di] Virgilio Fidanza

Bergamo : Lubrina, 2016

Abstract: La chiusura di un ospedale - qui gli Ospedali Riuniti di Bergamo - e l'abbandono del luogo, destinato a una nuova funzione di uso, è un fatto eccezionale, che pone inevitabilmente un problema di rappresentazione del suo atto finale, prima che si affacci a nuova vita. La rappresentazione fotografica e testuale che qui si propone non vuole essere un gesto conservativo. Potrebbe infatti sembrare che la fotografia, con la sua illusoria capacità di trattenere il tempo e di attestare ciò che è stato, debba necessariamente documentare quel che resta di un luogo, continuando ad alimentare il feticismo dell'objet trouvé, del mercatino delle cose vecchie. Questo progetto prova, invece, a fare emergere attraverso la sua modalità di rappresentazione le vicende umane e intime che si sono svolte in questo luogo. Un cambio di prospettiva rispetto a una visione che, anziché concentrarsi sul valore semantico e simbolico della rappresentazione, si interroga in modo inconcludente sulla natura del mezzo. Qui il tentativo è altro e mira a costruire un oggetto di senso, determinato dall'impronta della forma che rimanda al vissuto come atto del presente.