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Trovati 325 documenti.

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Antigone
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Materiale linguistico moderno

Sophocles

Antigone / Sofocle ; a cura di Francesco Puccio ; traduzione di Simone Beta

Milano : La vita felice, 2020

Saturnalia ; 49

Abstract: Messa per la prima volta in scena alle Grandi Dionisie del 442-441 a.C., l'"Antigone" è una delle sette opere di Sofocle conservatesi integre nella tradizione manoscritta. Con l'"Edipo re" e l'"Edipo a Colono", fa parte del cosiddetto Ciclo tebano e narra la vicenda che conduce alla morte Antigone, nata dall'incesto tra Edipo e sua madre Giocasta, a causa del suo profondo amore fraterno nei confronti di Polinice.

Commedie
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Materiale linguistico moderno

Menander

Commedie / Menandro ; a cura di Guido Paduano

Milano : Mondadori, 2019

Abstract: L'opera di Menandro, che sembrava completamente perduta, è stata in parte recuperata nel XX secolo. Questo volume raccoglie le cinque commedie in cui è recepibile una struttura drammatica chiara e consistente. In un'Atene definitivamente sottomessa ad Alessandro e nella quale il distacco dalla politica accentua l'individualismo e le quiete aspirazioni borghesi, Menandro porta sulla scena vicende familiari: una fanciulla sedotta, un matrimonio contrastato, la gelosia tra coniugi. Non più quindi la robusta comicità di Aristofane, ma il tenue sorriso del poeta per il quale l'individuo, la cui vita è dominata dal caso, può solo esercitare un equilibrato raziocinio che trovi conferma nella solidarietà umana.

Argonautiche
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Materiale linguistico moderno

Apollonius : Rhodius

Argonautiche / Apollonio Rodio ; saggio introduttivo, nuova traduzione e note di Sonja Caterina Calzascia

Santarcangelo di Romagna : Rusconi, 2019

Abstract: Le Argonautiche di Apollonio Rodio, uno dei capolavori della letteratura ellenistica e frutto di una ricerca poetica volta ad un originale rinnovamento dell'epica omerica, con la raffinata tecnica letteraria alessandrina e non senza un certo humour, presentano uno dei miti più famosi dell'antichità, quello degli eroi che sulla nave Argo si recano in Colchide per impadronirsi del vello d'oro. Il capo della spedizione, costretto ad intraprendere il viaggio suo malgrado, è Giasone, che Apollonio rappresenta con tratti più umani che eroici in senso tradizionale. Il vello viene conquistato grazie alle arti magiche di una ragazza colchica, Medea, che si innamora dell'eroe greco, dunque non ancora la più nota madre vendicativa che uccide i figli. Tutti i personaggi che popolano l'opera - umani, divini e mostruosi - si muovono in suggestivi paesaggi, sia reali sia fantastici, particolarmente vicini alla sensibilità moderna.

Le favole degli animali
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Materiale linguistico moderno

Aesopus - Phaedrus - La Fontaine, Jean : de

Le favole degli animali / Esopo, Fedro, Jean de La Fontaine ; versioni di Mario Giammarco, Sebastiano Saglimbeni, Emilio De Marchi ; introduzioni di Mario Giammarco, Alberto Cavarzere, Davide Monda ; con 32 tavole di Gustave Dorè e 62 incisioni di Grandville

Roma : Newton Compton, 2019

Abstract: La tradizione favolistica avviata da Esopo, ma affinata e arricchita da Fedro e La Fontaine, ha sempre avuto come protagonisti privilegiati gli animali, simboli evidenti e cristallini di vizi e virtù squisitamente umani. Essi, infatti, data la loro psicologia univoca, si trasformano in maschere: la potenza per il leone, l'operosità per la formica, l'astuzia per la volpe. Nelle favole di Esopo, gli animali sono maestri di saggezza attraverso insegnamenti arguti che si fondono in una narrazione spontanea e originale e richiamano alla mente una vita condotta secondo ritmi ed esigenze autentiche. I suoi celebri apologhi, di cui presentiamo la raccolta completa, sono espressione dell'autenticità dei sentimenti e della semplicità di un vivere senza tempo. A Fedro gli animali consentono di dire la verità senza pericolo, coprendola con una maschera allegorica. La sua visone del mondo è cinica e rassegnata all'immobilismo sociale, priva della possibilità di oltrepassare i propri limiti, ma è arricchita da una comicità vivace, corposa e pittoresca. La Fontaine, curioso, caustico e acuto osservatore dei comportamenti dei suoi simili, si diverte a rivelare i tratti più oscuri e nascosti dell'animo umano, realizzando, dietro la finzione delle maschere degli animali, una serie di felicissimi ritratti. Amante della tradizione favolistica classica greca e latina, nella sua fortunatissima raccolta di favole se ne dimostra particolarmente debitore. Introduzioni di Mario Giammarco, Sebastiano Saglimbeni e Davide Monda.

Medea
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Materiale linguistico moderno

Euripides

Medea / Euripide ; saggio introduttivo e note a cura di Giorgio Sandrolini ; nuova traduzione a cura di Maria Cristina Brizzi

Ed. integrale

[S.l.] : Rusconi libri, 2018

Abstract: Una sequenza di Pier Paolo Pasolini fornisce un'interpretazione folgorante del dramma di Euripide: Maria Callas / Medea, maestosa creatura proveniente da un mondo "altro", scende dalla nave Argo e si ritrova al centro della Piazza dei Miracoli di Pisa. La "barbara", la donna che "balbetta" e non conosce le armonie della lingua greca, guarda disorientata lo sfondo "teatrale" nel quale il compagno Giasone l'ha portata. È l'inizio della fine, l'origine del suo malanno. In anticipo di almeno trent'anni sulla globalizzazione, Pasolini denuncia che la difficoltà dell'integrazione nasce dall'impossibilità di ritrovare se stessi in un mondo così diverso, anche nelle sue linee esterne. La radice dell'abominevole crimine di Medea - la trasformazione da maga e protettrice benevola a strega e disgregatrice della famiglia - originerebbe dall'alienazione a cui si è sottoposta, allettata da Giasone e dall'insidioso splendore della civiltà

Teogonia
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Materiale linguistico moderno

Hesiodus

Teogonia / Esiodo ; a cura di Gabriella Ricciardelli

[Milano] : Fondazione Lorenzo Valla : Mondadori, 2018

Abstract: La Teogonia è uno dei testi fondanti della civiltà greca, perché racconta il Principio e la genesi delle divinità primigenie, sino al dominio di Zeus, dando a esse un nome. Genesi, cioè generazione. Non Creazione, della quale, come anche di un Dio creatore dal nulla, non vi è traccia in Esiodo. Gli esseri primi semplicemente «vennero ad essere»: Caos, Terra, Tartaro ed Eros, «il più bello fra gli dèi immortali, / che scioglie le membra». L'immane vuoto, il Caos, nel quale campeggia la materia prima, la Terra; il fondo «caliginoso» del mondo sotterraneo, Tartaro, nel quale verranno poi confinati i Titani sconfitti. E, su tutto regnante, l'Amore. Di questi mattoni originari è fatto il cosmo, per Esiodo: sono essi che generano le entità successive: da Caos nascono Erebo e Notte, e da loro, unitisi «in amore», Etere e Giorno. Terra, d'altra parte, genera, «uguale a sé, Cielo stellato», affinché tutt'intorno la copra e per gli dèi beati sia sede sicura sempre. Primo di tutti i racconti cosmogonici classici, la Teogonia non si ferma alla genesi degli dèi, ma nella versione che ci è pervenuta giunge, dopo le vicende di Prometeo e la guerra contro i Titani e Tifeo, addirittura sino a Ulisse: il quale con Circe genera Agrio e Latino, che regnano sui Tirreni. Ma soprattutto, la Teogonia inizia e termina con le Muse: «Le Muse eliconie cantiamo per prime», recita l'apertura del poema. Le Muse, figlie di Zeus e Memoria, formano danze belle e seducenti, ondeggiando sui piedi. «Velate di fitta bruma», esse vanno nella notte, «versando una voce bellissima» e celebrando gli dèi. Sono loro che ispirano Esiodo: a lui che «pascolava gli agnelli ai piedi dell'Elicona divino» esse hanno dato per scettro un ramo d'alloro, e impongono di cantare il «vero», perché egli glorifichi «ciò che sarà e ciò che prima è stato»: e di celebrare «la stirpe dei beati che sempre sono, ma di cantare loro all'inizio e alla fine sempre». Un parallelo implicito viene così stabilito nella Teogonia tra l'inizio del mondo e quello del canto, della poesia. Perché anche le Muse cantano, glorificando «la stirpe venerabile» degli dèi, «dal principio, quelli che Terra e il vasto Cielo generarono». Allora «ride» la dimora del padre «alla voce di giglio delle dee» e le Muse, come Esiodo, cantano il Principio.

Iliade
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Materiale linguistico moderno

Homerus

Iliade / Omero ; a cura di Franco Ferrari

Milano : Mondadori, 2018

Abstract: Un mondo in cui la morte è elemento dominante viene inondato di luce metafisica e fissato nell'immagine crudele di una forma perfetta e priva d'ombra. È il mondo perduto degli eroi, la privilegiata arena dei campioni, l'universo aristocratico dei principi: murato nelle sue leggi inesorabili, segnato da un tempo limpido e breve, bruciato dall'eccesso di splendore. Roberto Calasso lo ha paragonato a un "immane masso abbandonato nella pianura"; un masso che pesa su tutto l'immaginario greco, un universo pietrificato che proietta sull'Occidente innumerevoli figure carismatiche Elena e Achille, Ettore e Andromaca, Priamo ed Ecuba, Patroclo, Paride, Odisseo, Aiace, Agamennone, Diomede -: spesso richiamate dal loro poetico Valhalla per diventare materia di dissertazione, di aneddoto, di dramma, di leggenda; ma pronte a rientrare nel loro ambito di privilegio e preclusione per riassumere, insieme al ruolo archetipico ed emblematico, il duplice volto dell'enigma. Nulla prima dell'Iliade, tutto dopo l'Iliade. Leggere questo poema significa ritrovare chiavi segrete, spesso dimenticate, che aprono mille porte: tutti gli aspetti di una grande civiltà hanno qui - e qui soltanto - le loro radici profonde.

Lirici greci
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Materiale linguistico moderno

Beta, Simone

Lirici greci / a cura di Simone Beta ; traduzione di Filippo Maria Pontani

3. ed.

Torino : Einaudi, 2018

Abstract: La scoperta dell'io e della coscienza, le riflessioni sull'amore e l'eros, l'impegno politico, la descrizione della morte e della vecchiaia: ecco alcuni temi che trovano nei poeti qui presentati i primi immortali cantori. I lirici dell'età arcaica (Tirteo, Archiloco, Saffo, Alceo, Anacreonte, Alcmane, Ibico) insieme ai maestri della poesia corale classica (Simonide, Bacchilide, Pindaro) hanno creato un patrimonio immenso, e dato vita a un intero universo in cui si alternano elegia e invettiva, canti eroici e conviviali, odi civili e carmi religiosi, inni e cori epinici per i vincitori delle gare sportive. Un volume nel quale si disvela l'anima greca.

Teogonia
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Materiale linguistico moderno

Hesiodus

Teogonia / Esiodo ; introduzione, traduzione e note di Graziano Arrighetti

24 ed.

Milano : Bur, 2018

Abstract: Dopo l'anonimato dei cantori omerici, Esiodo compie una delle più grandi rivoluzioni che siano mai avvenuti in letteratura. Con lui, per la prima volta, il poeta assume il ruolo di colui che insegna il vero, di maestri di vita e di sapienza. Nella Teogonia Esiodo racconta la nascita dell'universo degli dei e di tutte le entità primordiali dell'inesauribile patrimonio mitico greco e a tutti assegna un posto e una funzione. Ma la Teogonia non è solo cataloghi e genealogie: è anche la narrazione dei fatti e delle imprese terribili e maestose che costituiscono la preparazione al regno di Zeus, l'ultimo e definitivo sovrano degli dei e degli uomini che instaura il suo regno di ordine e giustizia. L'amplissimo commento di Graziano Arrighetti è seguito da un'appendice che investiga i rapporti e gli influssi dei miti mediorientali su Esiodo.

Storia vera
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Materiale linguistico moderno

Lucianus

Storia vera / Luciano ; a cura di Massimo Vilardo ; illustrazioni di Aubrey Beardsley, J. B. Clark e William Strang

Milano : Mondadori, 2017

Abstract: Romanzo di fantascienza ante litteram, "Storia vera" - che nasce come beffarda caricatura dei difetti della storiografia dell'epoca (II sec. d. C.) - racconta di un viaggio fantastico sulla luna, tra isole incantate, fiumi di vino e sirene. Per rivitalizzare la cultura della tradizione classica, insidiata dalla crisi dell'impero e dal successo del cristianesimo, Luciano esplora i limiti della realtà, addentrandosi nel regno dell'irrazionale, della morte, del nulla; e da questo non-luogo - metafora della catastrofe imminente - ci giunge la sua voce, contraffatta come in uno scherzo ma nello stesso tempo terribilmente seria. Un testo sorprendente, che ha influenzato in profondità la letteratura occidentale, da Ariosto a Jules Verne, e ha lasciato un segno indelebile nell'immaginazione di artisti che vissero un altro decadentismo.

Lettera agli ateniesi
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Materiale linguistico moderno

Iulianus, Flavius Claudius

Lettera agli ateniesi / Giuliano Imperatore ; a cura di Paolo Fai ; con una nota di Luciano Canfora

Palermo : Sellerio, 2017

Abstract: In questa lettera, scritta nel 361, Flavio Claudio Giuliano ricostruisce la vicenda che lo vede contrapposto all’imperatore Costanzo II. Si rivolge al popolo di Atene, città nella quale ha vissuto e si è in parte formato, e racconta la sua storia, da quando Costanzo, suo cugino, ha sterminato la sua famiglia lasciandolo in vita perché ancora bambino. Si appella alla legge Giuliano, ricorda come l’imperatore si sia appropriato di tutti i suoi beni e lo abbia poi segregato, tenendolo a lungo lontano dalla corte. Poi l’incarico di una spedizione in Gallia dove i successi militari di Giuliano suscitano il sospetto e l’invidia dell’imperatore, al quale tuttavia egli continua a mostrarsi fedele. E quando nel 360 le truppe lo proclamano Augusto, l’imperatore non può che muovere guerra al cugino (ma il conflitto si esaurirà prima ancora di iniziare per la morte dello stesso Costanzo). Tutte queste cose racconta Giuliano agli Ateniesi, che sono il simbolo stesso della giustizia, e a loro si appella per sostenere con forza le sue scelte. Parole che vibrano di indignazione contro Costanzo, di insofferenza contro le prepotenze subite e svelano i sentimenti più intimi. «Questa la condotta che mi parve giusta» conclude, di cui in primo luogo «rimisi il giudizio agli dei». Perché è anche la religione che separa i due cugini. Da quando nel 313 l’imperatore Teodosio aveva proclamato il cristianesimo religione di stato, gli ultimi fuochi del paganesimo morente sono rappresentati proprio da Giuliano, denominato poi l’Apostata per avere rinnegato la religione cristiana alla quale era stato educato. Nessuna invettiva però nella Lettera contro i cristiani, solo una ricostruzione degli avvenimenti storici che lo hanno visto protagonista.

I poeti del canone lirico della Grecia antica
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Materiale linguistico moderno

I poeti del canone lirico della Grecia antica / a cura di Bruno Gentili e Carmine Catenacci

2. ed.

Milano : Feltrinelli, 2017

Abstract: La poesia greca antica, a differenza di quella moderna, non era destinata alla lettura e alla ricezione solitaria, ma all'esecuzione di un singolo cantore o di un coro con l'accompagnamento musicale di uno strumento a corda o a fiato, e in certi casi con movimenti di danza. La performance poetica era un vero e proprio spettacolo in presenza di un pubblico, che poteva variare dal gruppo circoscritto e omogeneo del simposio all'intera comunità civica. La poesia greca agiva come mezzo di interrelazione tra singolo e collettività, come strumento di partecipazione e integrazione, ma anche di interpretazione, discussione e costruzione della realtà. Attraverso la poesia l'uomo greco non solo conosceva le radici della sua identità, riflesse nel passato mitico e storico, ma era anche orientato verso valori e modelli autorevoli di comportamento. Il poeta era un sapiente, depositario di conoscenze e valori, e la sua opera era politica, poiché era un "maestro di verità" che interveniva in modo influente nella vita pubblica e nella formazione della coscienza della polis. In questa antologia vengono raccolti alcuni componimenti di quei poeti che hanno costituito il Canone della lirica greca antica, monodica e corale, Alcmane, Saffo, Alceo, Stesicoro, Ibico, Anacreonte, Simonide, Pindaro, Bacchilide e Corinna, introdotti e commentati dai curatori, con lo sforzo di far comunicare passato dei classici e presente dei contemporanei.

Idilli
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Materiale linguistico moderno

Theocritus

Idilli / Teocrito ; introduzione, traduzione e note di Valeria Gigante Lanzara

2. ed.

Milano : Garzanti, 2017

Abstract: Nato e cresciuto in una Sicilia la cui grecità vanta radici antichissime, Teocrito è uno dei massimi esponenti della poesia ellenistica ed è considerato il padre del carme bucolico. I trenta Idilli che ci sono giunti sotto il suo nome non si limitano a dare voce alla vita dei pastori, alle gare di canto, al vagheggiamento nostalgico di una campagna idilliaca, appunto, ma non idealizzata. Alle "Talisie", capolavoro del genere, fanno da controcanto carmi come le "Siracusane", che descrive l'allegro stupore di due donne in visita alla città, o componimenti di argomento epico e di squisito gusto alessandrino come l'"Epitalamio di Elena", l'"Eracle bambino" o "Il ciclope". Alla cifra erudita di quella callimachea, la poesia di Teocrito preferisce una vena di autentica immaginazione, un profluvio di suoni e colori, il realismo dei caratteri umani, cui mai difettano misura e raffinatezza.

Vite Parallele
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Materiale linguistico moderno

Plutarchus

Vite Parallele : vol. 4 / Plutarco ; a cura di Domenico Magnino

Novara : UTET, 2016

Fa parte di: Plutarchus. Vite parallele / Plutarco

Abstract: «Spesso un breve episodio, una parola, un motto di spirito mette in luce il carattere molto meglio che non battaglie con migliaia di morti, grandissimi schieramenti di eserciti, assedi di città.» Di vite e non di storia s’impegna a scrivere Plutarco, autore di lingua greca tra i più importanti e fecondi del mondo classico. Nato a Cheronea intorno al 50 d.C., durante il regno dell’imperatore Claudio, egli fu cittadino dell’Impero romano e condusse una lunga vita: morì ottantenne, dopo essere stato studioso, politico, filosofo, scrittore e sacerdote del dio Apollo a Delfi. Consapevole di vivere in una fase della storia caratterizzata dalla necessità di riunire sotto un unico cielo due mondi distinti, quello greco e quello latino, Plutarco reinterpretò in modo originale la tradizione romana della biografia aneddotica, modificandone la forma e la struttura per venire incontro alle nuove esigenze di un impero che aveva sempre meno frontiere tra Oriente e Occidente. Le Vite Parallele raccolgono così, a coppie, le biografie di un uomo illustre greco e di un suo corrispettivo latino, scelti secondo criteri di somiglianza nel carattere o nel destino, allo scopo, di natura morale, di mettere in luce l’uomo. Protagonisti del volume sono uomini che ottennero un grande prestigio attraverso le imprese militari. E di questi, Plutarco non ci consegna mere biografie di strateghi e abili combattenti, ma descrive nel suo complesso la loro personalità, vizi ed errori compresi. Si va da Filopemene, ultimo paladino della libertà greca, che condusse con valore la lega Achea, a Tito Quinzio Flaminino, il generale romano che annientò Filippo V di Macedonia; da Pelopida, che insieme a Epaminonda contribuì al dominio di Tebe su tutta la Grecia nel IV secolo a. C., a Marcello, vincitore dei Galli, che combatté molte battaglie contro Annibale durante la Seconda Guerra Punica; fino a giungere ai due più grandi conquistatori del mondo antico, Alessandro Magno e Giulio Cesare, che con la loro vicenda umana hanno rappresentato, meglio di chiunque altro, la grandezza e tutte le contraddizioni dell’uomo di potere.

Edipo re
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Materiale linguistico moderno

Sophocles

Edipo re ; Edipo a Colono ; Antigone / Sofocle ; traduzione di Raffaele Cantarella ; note e commento di Marina Cavalli ; a cura di Dario Del Corno

Milano : Mondadori, 2016

Abstract: Le tre tragedie "tebane" presentate in questo volume non costituiscono una trilogia vera e propria, ma risalgono a momenti diversi della vita di Sofocle: "Antigone", l'episodio conclusivo, è stata scritta per prima, nel 442; "Edipo Re" è di poco anteriore al 425; mentre "Edipo a Colono" è l'ultima opera, rappresentata postuma nel 401. I casi del re di Tebe - inconsapevole assassino del proprio padre e sposo della propria madre, quindi fratello della propria figlia - e della sua discendenza ammoniscono che nell'agire umano è sempre presente un limite; ma insegnano anche che l'uomo resta in ogni caso protagonista della propria vita. Ed è proprio la dualità della natura umana, tesa da un lato all'estatica visione della divinità e coinvolta dall'altro nelle dolorose piaghe dell'esistenza, a costituire il nucleo di questi tre capolavori del teatro classico.

Anabasi
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Materiale linguistico moderno

Xenophon

Anabasi / Senofonte ; a cura di Fiorenza Bevilacqua

Novara : UTET, 2016

Abstract: L'Anabasi, scritta in terza persona e sotto pseudonimo, narra la spedizione (a cui Senofonte partecipò in posizione di rilievo) dei cosiddetti Diecimila a favore del persiano Ciro contro il fratello Artaserse e la difficile ritirata verso il mar Nero. L'opera è una straordinaria odissea in prosa che anticipa il romanzo d'avventure. L'Anabasi infatti non è altro che un viaggio per via di terra, attraverso tremende peripezie, pericoli, incontri con popoli strani, minacciosi, inquietanti. Ma Senofonte è un Odisseo sui generis: abile in stratagemmi, con il gusto dell'avventura, affascinato da terre remote e sconosciute, è però privo di quell'ansia di conoscenza che ha fatto di Ulisse l'archetipo della cultura occidentale. E paradossalmente l'Anabasi è un viaggio senza ritorno e senza neppure una vera conclusione: la lunga vicenda di Senofonte e dei mercenari superstiti non si conclude con il ritorno a casa, né conosce un punto di approdo definitivo, ma termina come i romanzi salgariani indicando all'orizzonte il profilarsi di nuove battaglie e di altre avventure.

Odissea
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Materiale linguistico moderno

Homerus

Odissea / Omero ; traduzione di G. Aurelio Privitela ; introduzione di Alfred Heubeck ; indici a cura di Donato Loscalzo

Milano : Mondadori, 2016

Abstract: L'Odissea è l'opera che più ha influito sulla psicologia e sulla letteratura europee: senza il racconto omerico Cervantes, Defoe, Stevenson, Kafka, Joyce non avrebbero scritto i loro capolavori. È il poema epico al quale l'Occidente ha affidato il senso più profondo della ricerca, del viaggio, della fantasia, del sogno, della lucidità, dell'ironia, della maschera, dell'infinita capacità di metamorfosi: esso riveste una posizione preminente e un'importanza senza eguali nella formazione dell'identità occidentale.

Le rane
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Materiale linguistico moderno

Aristophanes

Le rane / Aristofane ; [a cura di Vinicio Tammaro]

[Forlì] : Foschi, 2017

Abstract: "Le rane", commedia rappresentata nel 405 a.C, alla vigilia della disfatta di Atene nella guerra del Peloponneso, è fin dall'antichità una delle più famose di Aristofane. Nella prima parte Dioniso, nume tutelare del teatro - ma tratteggiato con caratteristiche buffonesche - intraprende una farsesca discesa all'Ade per riportare in vita il poeta tragico Euripide. La missione si trasforma però, nella seconda parte, in un suo problematico arbitraggio nell'imprevista sfida tra Eschilo ed Euripide. Insieme con i meriti poetici dei due avversari, simboli di due epoche ben diverse - il passato glorioso e l'oscuro presente - si delinea a più riprese, tra una risata e l'altra, una valutazione morale, ideologica e politica che conduce inevitabilmente al trionfo di Eschilo. «Eschilo, ti saluto, va' a salvare la Città nostra con buoni consigli, e gli stupidi educa: son tanti!» (w. 1500-1503): tale l'esortazione finale di Plutone, un dio degli Inferi vanamente filateniese.

Lisistrata
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Materiale linguistico moderno

Aristophanes

Lisistrata / Aristofane ; a cura di Giovanni Greco

Milano : Feltrinelli, 2016

Abstract: L'azione prende avvio all'alba: Lisistrata convoca le ateniesi, ma anche spartane, corinzie e beote, per comunicare il suo piano di portata panellenica, quello di non concedersi più ai mariti fino alla cessazione delle ostilità che durano ormai da troppo tempo. Le donne piangono e tremano al pensiero, ma infine giurano di astenersi dal sesso con i mariti. Nel frattempo le più anziane hanno preso l'Acropoli e si sono rinchiuse dentro. Qui, dopo un primo tentativo fallimentare di reduci e veterani ateniesi di riprendere il cuore della vita politica, arriva un Probulo, rappresentante del potere oligarchico, circondato da scherani, che ingaggia un corpo a corpo prima simbolico e poi fisico con Lisistrata stessa e le sue compagne che lo vedrà miseramente soccombere. Ma l'astinenza fa breccia negli uomini. C'è un patto fra tutte le donne greche sul fatto di mettere fine alla guerra e di chiamare da Sparta e da Atene i massimi ambasciatori con pieni poteri. Una volta convenuti ad Atene, questi ascolteranno le parole della protagonista, che rivendicherà il primato della saggezza femminile su quella maschile nel condurre le cose del mondo, ricorderà l'antica amicizia antipersiana fra ateniesi e spartani e farà scoppiare la pace che coinciderà con la riconciliazione tra uomini e donne in una grande festa finale.

Le rane
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Materiale linguistico moderno

Aristophanes

Le rane / Aristofane ; saggio introduttivo, nuova traduzione e note a cura di Vinicio Tammaro

Milano : RL, 2017