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× Genere Satira e umorismo
× Nomi Bonito Oliva, Achille
× Soggetto 1997
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× Soggetto Esposizioni
× Nomi Sgarbi, Vittorio
× Nomi Papetti, Stefano

Trovati 2 documenti.

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Meraviglie del barocco nelle Marche
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Materiale linguistico moderno

Meraviglie del barocco nelle Marche : 1. San Severino e l'Alto Maceratese : [San Severino Marche, 24 luglio-12 dicembre 2010] / catalogo a cura di Vittorio Sgarbi, Stefano Papetti

Cinisello Balsamo : Silvana, 2010

Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Mattia Preti
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Materiale linguistico moderno

Caravaggio, Guido Reni, Guercino, Mattia Preti : le stanze del cardinale : [Cardarola, Palazzo dei cardinali Pallotta, 23 maggio-12 novembre 2009] : mostra / a cura di Vittorio Sgarbi ; catalogo a cura di Vittorio Sgarbi, Stefano Papetti

Cinisello Balsamo : Silvana, 2009

Abstract: Elevato alla porpora cardinalizia a soli trentacinque anni, Giovanni Battista Pallotta (1594-1668) proseguì la colta tradizione familiare avviata in età sistina dallo zio, il cardinale Evangelista, aggiornando le prospettive della sua intensa attività di collezionista in base ai più moderni indirizzi perseguiti a Roma negli anni del pontificato di Urbano Vili. L'inventario delle opere d'arte conservate nella sua residenza romana è stato il punto di avvio per una complessa indagine archivistica volta a ricostruire la consistenza della collezione del porporato marchigiano che, negli anni trascorsi a Ferrara come legato pontificio, intrattenne rapporti di committenza con Guido Reni, Guercino, Elisabetta Sirani, Cantarmi e Tiarini. Altre opere importanti furono commissionate in tempi diversi anche a Mattia Preti, riallacciando così i rapporti con la città di Cosenza della quale Evangelista Pallotta era stato vescovo. Il nucleo più importante della quadreria Pallotta passò, dopo la morte del cardinale, a Bologna, presso il conte Grassi, e da questi un gruppo di opere venne poi venduto nel 1684 al marchese Brignole di Genova. La mostra è ospitata nel fastoso palazzo dei cardinali Pallotta, eretto a Caldarola dal cardinale Evangelista e arricchito di opere d'arte da Giovanni Battista Pallotta, che vi ospitò la regina Cristina di Svezia, Casimiro di Polonia e vari principi romani in viaggio verso il santuario di Loreto.