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× Editore Moretti & Vitali <casa editrice>
× Genere Fiction

Trovati 3 documenti.

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Socrate
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Materiale linguistico moderno

Bona, Gian Piero

Socrate : bellezza, amore, amicizia, morte nei dialoghi di Platone / Gian Piero Bona

Bergamo : Moretti & Vitali, 2019

Abstract: Per volere di Romolo Valli, nel 1979, Gian Piero Bona aveva terminato la sua riscrittura dei Dialoghi di Platone legati alla morte di Socrate. L’intenzione di Valli era di pubblicare il testo teatrale e le note di lavoro dell'autore nelle Edizioni delTEliseo, dopo la sua rappresentazione già programmata per la stagione 1980-81. Ma Valli morì il primo febbraio 1980, e il lavoro di Bona è tornato platonicamente in quel mondo delle idee da cui era nato, rimanendo per ben quarantanni quale omaggio al grande attore e a un immenso amico. E alfine giunto il miracolo. Moretti&Vitali ha deciso di pubblicare il testo teatrale nella collana “Narrazioni della conoscenza” diretta da Flavio Ermini. Il Socrate di Bona torna in tal modo a vivere. E viene edito nella forma in cui era stato concepito. Come struttura portante del racconto, Bona ha scelto il processo a Socrate così come viene rievocato nt\Y Apologia, ma solo in tre momenti: l’accusa di corruzione, che permette a Bona di “aprire” verso il Convito e il Fedro, cioè verso la teoria dell’amore e dell’ebbrezza divina; poi verso il Critone, che è in fondo il dialogo del carcere (e qui comparirà anche Platone); e infine sul Fedone con le sublimi meditazioni conclusive sulla morte e l’Aldilà.

Gli occhi di Thanatos
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Materiale linguistico moderno

Barbieri, Paolo

Gli occhi di Thanatos : e-mail sulla morte e dialoghi d'agosto / Paolo Barbieri

Bergamo : Moretti & Vitali, 2016

Abstract: Accanimento terapeutico, testamento biologico, eutanasia attiva e passiva sono concetti sui quali da anni è aperto un dibattito politico anche in seguito a alcuni casi che hanno occupato per mesi le cronache con polemiche spesso violente. La politica mi sembra però inadeguata ad affrontare questi temi e penso sia necessario andare più a fondo senza preoccuparsi di ricercare un compromesso per una soluzione condivisa. Certo, la vita pubblica ha bisogno di leggi e in democrazia chi legifera deve tenere in considerazione le opinioni di tutti per rispettare le sensibilità e la libertà di ogni cittadino. Credo che su un tema come la fine della vita, però, non possa valere il principio di maggioranza. Anche se una sola persona decide di non volere più le cure deve avere la libertà di farlo e, quindi, di scegliere come morire. Mantenere in vita, grazie ad una macchina, una persona è solo una violenza. Morire bene è un compito a cui ogni uomo deve dedicarsi e la parola eutanasia dovrebbe riacquistare il suo significato originario: buona morte. Da anni, invece, nel linguaggio giornalistico e mediatico è diventata una parola quasi impronunciabile, sinonimo solo di suicidio. "È proprio vero - sostiene Platone nel Fedone - che i veri filosofi si esercitano a morire" poiché essendo la morte una verità incontrovertibile il saggio dedica la sua vita alla preparazione di questo evento

Cinquanta foglie
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Materiale linguistico moderno

Lagazzi, Paolo

Cinquanta foglie : tanka giapponesi e italiani in dialogo / a cura di Paolo Lagazzi ; traduzione di Yasuko Matsumoto, Ikuko Sagiyama e YasukoTatsumura ; tavole di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini

Bergamo : Moretti & Vitali, 2016

Abstract: Il "tanka" è una forma lirica giapponese molto antica, addirittura precedente il celebre haiku di tre versi; il suo ruolo-chiave nella storia della poesia nipponica comincia nell'ottavo secolo d.C. (allora si chiamava waka) e si protrae fino ai nostri giorni. La struttura metrica del tanka è di cinque versi privi di rime e così divisi: quinario / settenario / quinario / settenario / settenario. Nel periodo classico della storia giapponese, l'epoca Heian, il tanka era spesso usato come veicolo di messaggi amorosi o di scambi di pensieri tra amici: a un tanka inviato, spesso scritto su un biglietto speciale, appoggiato a un ventaglio o legato a un ramo fiorito, rispondeva un tanka di ritorno. Ispirandosi a quell'antico cerimoniale Paolo Lagazzi, noto saggista e scrittore, da anni impegnato nella diffusione della poesia giapponese in Italia, ha scelto venticinque tanka giapponesi recenti e li ha proposti in traduzione italiana, uno per ciascuno, a venticinque poeti italiani invitandoli a rispondere con un loro tanka. A loro volta i tanka italiani sono stati tradotti in giapponese, in modo che tutti i testi possano essere letti sia in Giappone che in Italia. Arricchita da tavole di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini, un'antologia come questa è una testimonianza di grande valore simbolico: nell'età della nuova intolleranza, essa ci ricorda che anche tra culture profondamente diverse è sempre possibile il confronto pacifico