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× Nomi Dickens, Charles
× Data 2013
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× Lingue Latino

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Le favole degli animali
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Materiale linguistico moderno

Aesopus - Phaedrus - La Fontaine, Jean : de

Le favole degli animali / Esopo, Fedro, Jean de La Fontaine ; versioni di Mario Giammarco, Sebastiano Saglimbeni, Emilio De Marchi ; introduzioni di Mario Giammarco, Alberto Cavarzere, Davide Monda ; con 32 tavole di Gustave Dorè e 62 incisioni di Grandville

Roma : Newton Compton, 2019

Abstract: La tradizione favolistica avviata da Esopo, ma affinata e arricchita da Fedro e La Fontaine, ha sempre avuto come protagonisti privilegiati gli animali, simboli evidenti e cristallini di vizi e virtù squisitamente umani. Essi, infatti, data la loro psicologia univoca, si trasformano in maschere: la potenza per il leone, l'operosità per la formica, l'astuzia per la volpe. Nelle favole di Esopo, gli animali sono maestri di saggezza attraverso insegnamenti arguti che si fondono in una narrazione spontanea e originale e richiamano alla mente una vita condotta secondo ritmi ed esigenze autentiche. I suoi celebri apologhi, di cui presentiamo la raccolta completa, sono espressione dell'autenticità dei sentimenti e della semplicità di un vivere senza tempo. A Fedro gli animali consentono di dire la verità senza pericolo, coprendola con una maschera allegorica. La sua visone del mondo è cinica e rassegnata all'immobilismo sociale, priva della possibilità di oltrepassare i propri limiti, ma è arricchita da una comicità vivace, corposa e pittoresca. La Fontaine, curioso, caustico e acuto osservatore dei comportamenti dei suoi simili, si diverte a rivelare i tratti più oscuri e nascosti dell'animo umano, realizzando, dietro la finzione delle maschere degli animali, una serie di felicissimi ritratti. Amante della tradizione favolistica classica greca e latina, nella sua fortunatissima raccolta di favole se ne dimostra particolarmente debitore. Introduzioni di Mario Giammarco, Sebastiano Saglimbeni e Davide Monda.

Quindici problemi
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Materiale linguistico moderno

Albertus : Magnus <santo>

Quindici problemi / Alberto Magno ; introduzione, traduzione e note a cura di Anna Rodolfi

Pisa : ETS, 2018

Abstract: La riscoperta di Aristotele tra XII e XIII secolo, attraverso la mediazione dei commentatori greci ed arabi, pone i maestri delle università medievali di fronte a una serie di tesi difficilmente compatibili con la rivelazione biblica: l'unicità dell'intelletto, l'eternità del mondo, l'impossibilità della resurrezione dei corpi, la negazione dell'immortalità dell'anima. Quando, intorno al 1270, alla facoltà delle arti di Parigi alcuni maestri si fanno portavoce di tesi simili, il dissenso che si scatena tra i teologi porta il vescovo di Parigi a vietarne ufficialmente l'insegnamento. Mentre Bonaventura da Bagnoregio alla facoltà di teologia di Parigi attacca i "cattivi" filosofi e Aristotele stesso, e Tommaso d'Aquino si prepara a scrivere il "De unitate intellectus", per difendere ortodossia cristiana e psicologia aristotelica dalla tesi dell'esistenza di un intelletto unico per tutta la specie umana, Alberto Magno viene raggiunto in Germania dalla richiesta urgente di un suo confratello che lo esorta a confutare quindici tesi ormai dilaganti tra i professori di filosofia di Parigi. Nasce così il "De XV problematibus", un testo breve, ma denso, in cui, nella varietà delle soluzioni sinteticamente proposte, Alberto non dimentica di ribadire un tema cardine della sua riflessione, quello della competenza filosofica

Le poesie
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Materiale linguistico moderno

Catullus, Gaius Valerius

Le poesie / Gaio Valerio Catullo ; a cura di Guido Ceronetti

Milano : Adelphi, 2019

Abstract: I poeti d'amore sono una specie estinta, lamenta Ceronetti. Erano d'amore i poeti che morivano giovani, mentre oggi «invecchiano, fanno il beta-bloccante, la ricucitura coronarica, una pastiglia al giorno, conferenze a Harvard, cure per lo stress in Svizzera». Un motivo in più per amare Catullo, che della passione devastatrice ha conosciuto «tutti i gradi: la cristallizzazione stendhaliana, l'adorazione, l'esecrazione, il tradimento, la vergogna della propria schiavitù, eroe del beau rôle e chicchirichì del professor Unrath». E un motivo in più per amare questa traduzione audace, sfrontata, discussa ma «Capace di svelamento» (Sergio Quinzio), Che sposta Catullo «fino alla nostra peculiarità sonora», e che è subito apparsa un'incursione ribalda contro la maniera scolastica che lo teneva in ostaggio e il conformismo delle «ipertrofiche università di morte».

Instant latino
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Materiale linguistico moderno

Merlin Defanti, Stella

Instant latino : il corso facile e divertente che renderà questa lingua più viva che mai / Stella Merlin Defanti

Milano : Gribaudo, 2018

Le poesie
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Materiale linguistico moderno

Catullus, Gaius Valerius

Le poesie / Gaio Valerio Catullo ; testo, traduzione, introduzione e commento a cura di Alessandro Fo ; con interventi di Alfredo Mario Morelli e Andrea Rodighiero

Torino : Einaudi, 2018

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Abstract: Alessandro Fo si è dedicato alla traduzione e alla cura dei carmi di Catullo. La caratteristica di Fo è quella di saper restituire forza poetica alla traduzione dei versi latini anche attraverso una metrica «barbara» che evochi per analogia l'andamento ritmico col quale siamo abituati a leggere l'originale. Con Catullo, poeta polimetrico per eccellenza, Fo deve reinventarsi un metro, almeno per la prima parte del liber, quasi poesia per poesia. Ma Catullo, soprattutto nella sezione dei carmina docta, è poeta difficile, dai riferimenti ambigui ed eruditi. Ecco perché sono indispensabili i saggi coi quali Fo introduce il volume e ogni singolo carme, dedicando poi specificamente agli studiosi l'imponente apparato di note che completa l'edizione.

Dignità ed eccellenza dell'uomo
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Materiale linguistico moderno

Manetti, Giannozzo

Dignità ed eccellenza dell'uomo / Giannozzo Manetti ; introduzione di Stefano U. Baldassarri ; traduzione, note e apparati di Giuseppe Marcellino

Milano : Bompiani, 2018

Abstract: Il più rilevante e noto trattato rinascimentale sulle qualità morali, fisiche e divine dell'uomo fu redatto da uno fra i più poliedrici e dotti umanisti del Quattrocento. Il "De dignitate et excellentia hominis" è l'opera capitale di Giannozzo Manetti (Firenze, 1396 - Napoli, 1459), ricco mercante, politico, autore di numerosi scritti in latino, e traduttore di Aristotele dal greco e dei Salmi dall'ebraico. Fu per un ventennio ambasciatore della repubblica fiorentina, quindi segretario pontificio e, infine, cortigiano presso la corte dei re d'Aragona a Napoli. Proprio su committenza di Alfonso il Magnanimo, Manetti portò a compimento nel 1452 la sua summa enciclopedica di quanto scritto dagli autori classici e cristiani sul miracolo del corpo umano e dello spirito divino che vi alberga. L'opera rappresenta un imperituro monumento alla più perfetta tra le creature divine, posta al centro delle meravigliose bellezze dell'Universo e dotata di un corpo e di un'anima che sono riflesso del macrocosmo. L'esaltazione dei prodotti dell'ingegno umano e delle arti figurative, la contestazione della tradizionale posizione medievale che individuava nella morte l'unica via d'uscita dalle sofferenze terrene, la glorificazione delle virtù e delle prerogative dell'uomo, e soprattutto la riflessione sui privilegi e gli oneri della "dignitas hominis" fanno di questo scritto il manifesto del Rinascimento italiano. Il volume offre una traduzione integrale dell'opera a cura di Giuseppe Marcellino, specialista della letteratura latina umanistica, preceduta da un saggio introduttivo di Stefano U. Baldassarri, Direttore dell'ISI Florence e studioso del Rinascimento di fama internazionale

Come insultavano gli antichi
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Materiale linguistico moderno

Come insultavano gli antichi : dire le parolacce in greco e in latino / a cura di Neleo Di Scepsi

Nuova ed.

Genova : Il melangolo, 2018

Abstract: L'insulto può essere considerato un vero e proprio genere, praticato fin dall'antichità. Questa piccola raccolta, realizzata saccheggiando i più grandi autori greci e latini, dimostrerà al lettore di oggi come anche le ingiurie e le espressioni oscene rientrino a pieno titolo nella nostra tradizione letteraria. Nuova edizione. Nuovi insulti

Odi
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Horatius Flaccus, Quintus

Odi / Orazio ; scelte e tradotte da Guido Ceronetti

Milano : Adelphi, 2018

Abstract: L'amore per Orazio e il desiderio di tradurlo accompagnano Guido Ceronetti sin da quando, diciottenne, si cimentava in versioni oggi «ripudiatissime». L'Orazio interruptus viene poi ripreso al principio degli anni Ottanta col progetto, mai realizzato, di una piccola edizione concepita come prima tappa di un «viaggio ascetico verso il puro non-essere, lo spogliarsi d'ogni illusione e farsi 'jivanmukta' in compagnia di Orazio». Per Ceronetti, infatti, Orazio è lontano mille miglia dal poeta sondato e scrutato dalla filologia classica: il suo stile non è fredda accademia augustea, semmai «contrazione della vita, mediante l'impegno della parola», il che esige «tutto il fuoco della passione rivolto ad un fine che la contraria» - fuoco contratto, dunque. E a lui ancor meglio che a Kavafis si attaglia quel che diceva la Yourcenar: «Siamo così abituati a vedere nella saggezza un residuo delle passioni spente, che fatichiamo a riconoscere in lei la forma più dura, più condensata dell'Ardore, la particella aurea nata dal fuoco, e non la cenere». Dopo più di trent'anni il viaggio attraverso il «deserto fiorito» di Orazio ha preso la forma di ventotto traduzioni, che bastano a metterci di fronte a qualcosa di totalmente imprevisto: malgrado la sua fama ininterrotta, del più classico dei classici ci era sinora sfuggita l'anima segreta.

Eneide
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Vergilius Maro, Publius

Eneide / Virgilio ; a cura di Enrico Oddone ; prefazione di Beniamino Placido

Milano : Feltrinelli, 2018

Abstract: La storia della fuga di Enea da Troia in fiamme e della fondazione, dopo molte peripezie e battaglie, di Roma, fu scritta da Virgilio tra il 29 e il 19 a.C. e rimase incompiuta per la morte dell'autore all'età di cinquantuno anni. Nei secoli, generazioni e generazioni di lettori si sono formate, commosse e divertite sulle pagine dell'"Eneide". Come scrisse il poeta Thomas S. Eliot, nella celebre conferenza "What is a classic?", tenuta a Londra il 16 ottobre 1944, mentre la barbarie infuriava nel mondo: "In lui si riassumono tanti simboli della storia d'Europa e rappresenta valori europei tanto essenziali [...]. Nessuna lingua moderna può sperare di produrre un classico in questo senso. Il nostro classico, il classico di tutta l'Europa, è Virgilio".

Grammatica latina
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Terracina, Francesco

Grammatica latina / Francesco Terracina

Milano : Vallardi, 2018

Abstract: Tutto quello che serve per imparare la grammatica per conoscere il latino come hai sempre sognato: alfabeto, ortografia, pronuncia le parti del discorso sintassi dei casi tavole di coniugazione di verbi regolari e irregolari fonetica, morfologia, casi e declinazioni, aggettivi, sostantivi, pronomi, verbi, avverbi, preposizioni, congiunzioni.

L'amicizia
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Materiale linguistico moderno

Cicero, Marcus Tullius

L'amicizia / Cicerone ; saggio introduttivo di Isabella Vilardi ; nuova traduzione e note a cura di Federico Biddau

[S.l.] : Theoria, 2017

Abstract: Il "Laelius de amicitia", fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a.C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è innanzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio, e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e storico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta di spinta al miglioramento individuale.

Dizionario delle sentenze latine e greche
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Materiale linguistico moderno

Dizionario delle sentenze latine e greche / a cura di Renzo Tosi

Ed. aggiornata

Milano : Rizzoli, 2017

Abstract: Paese che vai, proverbio che trovi? Eppure i motti che tornano tanto spesso nel nostro parlare sono presenti in tutta Europa, dalla penisola iberica agli Urali. E in questa grande summa che raccoglie 2286 tra proverbi, motti e citazioni, Renzo Tosi traccia una mappa dell'incredibile ramificazione culturale che la tradizione antica ha subito attraverso le massime. Dalla cultura greco-latina alla tradizione cristiana, dagli autori del Medioevo a quelli del Rinascimento, seguiamo questa evoluzione attraverso il commento che accompagna ogni sentenza, e che, come un filo rosso, permette al lettore di scoprirne finalmente le origini, i significati e la trasmissione. Una storia delle idee, che ci permette di imparare quanto il nostro patrimonio di immagini deve alla cultura classica. Con l'aggiunta di nuove voci e di un corposo apparato di indici, che consente di orientarsi facilmente nella raccolta, questo testo non è solo un prezioso repertorio organizzato con coerenza tematica, ma anche uno strumento spesso sorprendente per riscoprire in modo inedito le radici della nostra identità culturale.

Miles gloriosus
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Materiale linguistico moderno

Plautus, Titus Maccius

Miles gloriosus ; Aulularia / Plauto ; introduzione di Niall W. Slater ; nota biografica di Cristina Borgia ; traduzione e note di Giovanna Faranda

Milano : Mondadori libri, 2017

La regola di san Benedetto
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Materiale linguistico moderno

Benedictus <santo>

La regola di san Benedetto / traduzione di Anna Maria Quartiroli

Abbazia di Praglia : Scritti monastici, 2017

Opere scelte. 3: Loci communes rerum theologicarum (1521)
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Materiale linguistico moderno

Melanchton, Philipp

Opere scelte. 3: Loci communes rerum theologicarum (1521) / Filippo Melantone ; a cura di Fiorella De Michelis Pintacuda e Stefania Salvadori

Torino : Claudiana, 2017

Abstract: Destinati a diventare uno dei testi centrali della Riforma, i "Loci communes rerum theologicarum" non solo rappresentano un documento decisivo nello sviluppo del pensiero di Filippo Melantone, umanista e fedele collaboratore di Lutero, ma offrono anche un'efficace narrazione dell'intensa discussione teologica che caratterizzò Wittenberg negli anni cruciali che vanno dal 1518 al 1521. Incentrati sulla lettera paolina ai Romani - testo in cui per Melantone sono riassunti in maniera chiara e concisa i punti salienti della verità divina - i "Loci" rappresentano il tentativo del loro autore di dare forma alla teologia del riformatore riorganizzandola secondo un ordine concettuale proprio della retorica umanistica e fondendovi nuove finalità didattiche e argomentative volte a stabilire i fondamenti della fede in contrasto con la precedente tradizione medievale.

Miti del mondo classico
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Materiale linguistico moderno

Hyginus

Miti del mondo classico / Igino ; saggio introduttivo, nuova traduzione e commento di Fabio Gasti

Santarcangelo di Romagna : RL, 2017

Abstract: I miti del mondo classico (Fabulae) sono un'antologia di racconti mitologici tramandata per intero solo nella prima edizione a stampa (1535), basata su un manoscritto oggi perduto, un testo molto noto già in antico, al punto da essere stato perfino tradotto in greco. L'opera si compone di una breve parte iniziale, che di fatto è una teogonia, cioè un elenco genealogico di dei, entità e personificazioni a partire dal caos originario, e poi di un'ampia serie di testi narrativi (appunto fabulae), che espongono diverse storie di miti e di personaggi mitologici.

Vol. 5: Sulle nature dell'universo. Libro 5.
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Materiale linguistico moderno

Ioannes : Scotus Erigena

Vol. 5: Sulle nature dell'universo. Libro 5. / Giovanni Scoto

Milano : Mondadori : Fondazione Lorenzo Valla, 2017

Abstract: "Avrei dovuto pensare che da quel nome 'nihil' venga significata l'ineffabile, incomprensibile e inaccessibile luminosità della bontà divina, ignota a tutti gli intelletti tanto umani che angelici." Così Giovanni Scoto nel cuore del Libro III, esso stesso al centro del "Periphyseon". Il nulla domina le sue idee rivoluzionarie sulla Creazione. "Quando la trascendenza divina comincia ad apparire nelle teofanie" scrive Peter Dronke, "allora quel nulla diviene qualcosa. Creare dal nulla tutti gli esseri, dal più alto al più basso, significa farli apparire come teofanie, come manifestazioni del divino." Perché Giovanni Scoto sostiene che nel Verbo divino, nella Sapienza, tutte le cose sono sia eterne sia fatte, e che Dio, nel creare il mondo, crea anche sé stesso. La Sapienza è informe, e in essa sussiste la materia, essa stessa informe. Nessun filosofo platonico si era spinto sino a questo. La Sapienza, che è l'esemplare infinito di tutte le forme, non ha bisogno di forma "a essa superiore per formarsi", ma quando discende nelle forme guarda a sé stessa come al suo proprio principio formatore. Nella sua trascendenza, la Sapienza è non-essere e assoluto nulla, "ma in virtù della sua presenza nelle cose essa insieme è ed è detta essere". L'animato dibattito tra maestro e discepolo che costituisce l'ossatura del "Periphyseon" raggiunge qui uno dei suoi punti più alti, dettando tutta l'interpretazione letterale della Genesi che l'ispirato profeta Mosè ha composto nel linguaggio della poesia e del mito.

La vita felice
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Seneca, Lucius Annaeus

La vita felice / Lucio Anneo Seneca ; a cura di Carlo Carena ; traduzione di Gavino Manca

Torino : Einaudi, 2017

Abstract: Da sempre gli esseri umani aspirano alla felicità, ma molti non sanno dove risieda. Spesso si lasciano sedurre dai piaceri dei sensi, che ingannano con le loro carezze, e trascurano la salute dell'animo. Ma la vera felicità non si trova nei beni apparenti. Non ai piaceri del corpo, «delle cucine e dei bordelli», bisogna abbandonarsi e neppure a quelli della ricchezza, perché labili, deperibili e dannosi per la mente. Ma allora dove cercare? E che mezzi ha la filosofia per aiutarci? A partire da queste domande Seneca, con tono acceso e partecipato, pagina dopo pagina, ci svela il segreto per vivere felici. Perché la felicità, per quanto sembri irraggiungibile, è alla portata di tutti.

La brevità della vita
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Seneca, Lucius Annaeus

La brevità della vita / Seneca ; a cura di Ugo Dotti

Milano : Feltrinelli, 2017

Universale economica. I classici ; 258

Abstract: È il decimo dei "Dialoghi" di Seneca, dedicato al suocero Pompeo Paolino, che aveva in quel momento l'importante incarico di prefetto dell'annona, cioè di raccolta e distribuzione del grano nell'Urbe. E proprio all'amico, oltre che parente, Seneca dà il consiglio di ritirarsi a vita privata, tralasciando ogni attività pubblica. Assumendo cioè un atteggiamento filosofico apparentemente epicureo, nonostante lo stesso Seneca fosse un esponente importante dello stoicismo romano. È in realtà una fase difficile, questa per Seneca, per un breve lasso di tempo fuori dai giochi politici, prima ancora di ritornare in auge grazie al nuovo imperatore Nerone. Il trattatello si basa su un paradosso. Non è la vita a essere breve, come invece comunemente si crede. Essa è lunga, purché la si sappia razionalmente impiegare. Però la vita non deve essere dedicata agli altri, ma al sapere e alla filosofia. L'approccio di Seneca in questo dialogo definisce un importante modello di vita spirituale per l'età classica: Seneca concepisce la filosofia come ricerca della virtù e pratica della libertà.

L'amicizia
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Materiale linguistico moderno

Cicero, Marcus Tullius

L'amicizia / Cicerone ; saggio introduttivo di Isabella Vilardi ; nuova traduzione e note a cura di Federico Biddau

[Santarcangelo di Romana] : Foschi, 2017

Abstract: Il "Lelius de amicitia", fortunatissimo dialogo ciceroniano risalente al 44 a.C. e dedicato ad Attico, s'immagina condotto da tre illustri interlocutori, Fannio, Scevola e Lelio, che disquisiscono sul tema dell'amicizia: cos'è, da cosa nasce e a quali fini tende. Mentre l'amicizia per i Romani è innanzitutto la creazione di legami personali a scopo di sostegno politico, la tesi di Cicerone espressa per bocca di Lelio e ispirata soprattutto a fonti di orientamento platonico e storico, è assai innovativa: la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l'uomo possa aspirare. Sforzandosi di allargare la base sociale dell'amicizia al di là della ristretta cerchia della nobilitas, ponendo come sue fondamenta valori come virtus e probitas, l'amicizia viene sdoganata dall'ambito esclusivamente politico per diventare una sorta di spinta al miglioramento individuale. Introduzione di Isabella Vilardi, premessa di Anna Giordano Rampioni.