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L'agire del mondo
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Thoreau, Henry David

L'agire del mondo

Roma : Donzelli, 2008

Abstract: L'innato scetticismo di Thoreau verso la conoscenza teorica e la sua fede nella fisicità della natura sono all'origine del suo interesse per la scienza. E tuttavia proprio l'incedere tumultuoso della disciplina metteva in allarme Thoreau, scrittore sempre al confine fra poesia, autobiografia, filosofia e scienza. A preoccuparlo era l'idea di una scienza puramente deduttiva e prescrittiva, orientata dall'alto verso il basso, a scapito di un metodo induttivo che partendo dai fatti non si scostasse mai dall'osservazione diretta del suo oggetto e non perdesse l'attitudine descrittiva tipica della storia naturale. Il vero uomo di scienza, diceva Thoreau, deve possedere persino una saggezza indiana, poiché la vera conoscenza non si acquisisce dai libri bensì dall'agire nel mondo. E il 6 maggio del 1854 affermava nel suo Diario: tutto ciò che deve riferire uno scrittore è semplicemente un po' di esperienza umana, che sia poeta, filosofo o uomo di scienza. Il massimo uomo di scienza è l'uomo più vivo, la cui vita è l'evento più grande. Ed è proprio il suo Diario, nei passi in cui Thoreau riflette sul senso della scienza, a costituire il corpus di questa antologia che ci da la possibilità di seguire il procedere, spesso ironico, contraddittorio, paradossale, delle sue riflessioni negli anni in cui si accostava alla botanica, alla zoologia, all'entomologia e alla meteorologia e attorno a lui crescevano talenti come Darwin, von Humboldt, Lyell e Agassiz.

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Un piccolo breviario sincero in cui Thoreau spontaneamente mette sul piatto mille argomenti, e il tutto viene riportato esattamente come seguire un filo immediato di pensieri: un ottimo Thoreau da leggere

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