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Vita di Pi
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Martel, Yann

Vita di Pi

Milano : Piemme, 2015

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Abstract: Piscine Molitor Patel è indiano, ha sedici anni, è affascinato da tutte le religioni, e porta il nome di una piscina. Nome non facile che dà adito a stupidi scherzi e giochi di parole. Fino al giorno in cui decide di essere per tutti solo e soltanto Pi. Durante il viaggio che lo deve condurre in Canada con la sua famiglia e gli animali dello zoo che il padre dirige, la nave mercantile fa naufragio. Pi si ritrova su una scialuppa, alla deriva nell'Oceano Pacifico, in compagnia soltanto di quattro animali. Tempo pochi giorni e della zebra ferita, dell'orango del Borneo e della iena isterica non resta che qualche osso cotto dal sole. A farne piazza pulita è stato Richard Parker, la tigre del Bengala con cui Pi è ora costretto a dividere quei pochi metri. Contro ogni logica, il ragazzo decide di ammaestrarla. La loro sfida è la sopravvivenza, nonostante la sete, la fame, gli squali, la furia del mare e il sale che corrode la pelle. Il loro è un viaggio straordinario, ispirato e terribile, ironico e violento, che ci porta molto più lontano di quanto avessimo mai potuto immaginare. A scoprire che la stessa storia può essere mille altre storie. E che riaccende la nostra fede nella magia e nel potere delle parole.

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Ottimo romanzo, introspettivo, crudo, spirituale, violento e mai banale. Si inoltra nelle viscere della psiche umana quando portata a una condizione estrema dove l'istinto prevalente è quello di sopravvivenza.
È il racconto di un'avventura in mare ma soprattutto di un autoanalisi profonda, di un'acquisizione di consapevolezza e di una lotta estenuante contro tanti ostacoli, fra cui, quello peggiore: la solitudine.
È scritto in maniera scorrevole, offre numerosi spunti di riflessione e insegnamenti, specie per quanto concerne due discipline: zoologia e teologia. Ho imparato cose nuove che riguardano il legame che si può venire a creare fra esseri umani e animali selvaggi.
Questo libro è un inno alla vita, alla speranza. ("Forse è semplicemente stupida fame di vita." cit.)
Ha uno dei finali più simbolici della letteratura contemporanea. Chi ha visto il film sa già di cosa parlo, ma su carta risulta, oltre che più completo, anche di maggiore impatto.

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